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Farinata

farinata

Una ricetta famosissima e molto semplice da realizzare, la farinata! Originaria della Liguria, viene preparata anche in altre zone di Italia con altri nomi, se amate i ceci non potete non amarla.

Sto cercando di terminare le farina prima del caldo, quella di ceci stazionava da un po’ in dispensa, avevo pensato alle crepes ma non avevo il latte e onestamente non avevo troppa voglia, mi sono messa a pensare a una ricetta molto veloce, più semplice di questa non saprei proprio cosa ci sia.

A  me ricorda tanto l’infanzia, le estati al mare, la prendeva mia nonna, ci si litigava l’ultimo pezzo, la associo subito alle mie trasferte liguri in giovane età, i pranzi in spiaggia, la coda dal panettiere per questa e la focaccia, la mano unta mentre la mangi, il sole a picco, il suo profumo mentre cuoce.

Che bei ricordi, a volte è bello perdersi nei proprio pensieri e vedere scorrere di fronte a se’ tante istantanee del passato, buon fine settimana.

 

farinata

Ingredienti:

per una teglia diametro 28 cm

200 gr di farina di ceci

600 ml di acqua

sale

olio

1 Versate in una ciotola capiente la farina, aggiungete poco alla volta l’acqua mescolando con frustra, lavorate con energia per evitare che si formino grumi, dovrete ottenere una sorta di pastella liquida.

2 Unite il sale e due tre cucchiai di olio, coprite e fate riposare qualche ora, io cinque.

3 Ungete con l’olio una teglia, versate il composto e infornate in forno caldo a 220 gradi per circa 30 minuti, deve risultare ben dorata.

 

farinata

Primi

Strangozzi con pesto di fave e salsiccia

strangozzi con pesto di fave e salsiccia

Per chi non li conosce, gli strangozzi sono una formato di pasta tipico dell’Umbria, se non li avete mai provato in loco si trovano anche nei maggiori supermercati, come le ciriole altro formato di pasta umbro che mi piace parecchio.

Che io ami alla follia l’Umbria credo si sia ormai capito, quando ho visto al supermercato questi due tipi di pasta ne ho fatto scorta, il caso vuole anche che conosca chi li produce, lo stabilimento si trova in un piccolo paese all’inizio della Valnerina, a pochi chilometri da Terni.

Un pesto da preparare come preferite, io solo aglio, olio e parmigiano, niente frutta secca, si prepara davvero in un attimo con le fave fresche appena lessate, condisce bene la pasta, la rende cremosa come piace a me.

Un venerdì che non profuma di week end, o meglio sarà un grande week end ma a me tocca anche lavorare, chiudermi in cucina da oggi fino a domenica a pranzo, settimana prossima vi svelo cosa bolle in pentola, intanto mi preparo a una full immersion di impasti, pirottini, torte a strati, pasta all’uovo da tirare, creme, ecc….Buon fine settimana.

 

strangozzi pesto di fave e salsiccia

Ingredienti:

per due persone

160 gr di strangozzi

150 gr di fave fresche

1 spicchio di aglio

80 gr di parmigiano grattugiato circa

olio q.b.

1 salsiccia circa 80 gr

sale

 

strangozzi con pesto di fave e salsiccia

1 Preparate il pesto mettendo le fave nel mixer con l’aglio sbucciato e tagliato a pezzetti, mentre frullate aggiungete a filo l’olio, la consistenza varia a seconda del vostro gusto, se lo volete liquido aggiungete olio se lo volete denso versatene poco alla volta e regolatevi con il parmigiano, le cui dosi possono variare, potete cominciare a mettere un cucchiaio, assaggiare e regolarvi di conseguenza, regolate di sale.

2 Spellate la salsiccia, tagliatela a pezzetti grossolanamente, saltate in padella senza aggiunta di olio per circa 7-8 minuti, deve risultare rosolate.

3 Scolate la pasta e condite con il pesto e la salsiccia.

colazioni salate/ contorni/ Lievitati

Pizza umbra

pizza umbra

Puristi della tradizione, umbri all’ascolto, maniaci della precisione, lo so, lo so, lo so, non è questa la forma tradizionale della pizza umbra, non avevo lo stampo giusto, verrebbe da dire il risultato non cambia, vero, quanto meno in termini di sapore.

Vero anche che messa così verrebbero stravolte migliaia di ricette che si connotano anche per la forma, vedi un cannolo siciliano, un panettone, i muffin, un hamburger ecc….sorvoliamo e pensiamo alla bontà di questa pizza.

Un profumo divino già in forno, dopo la tentazione di addentarla subito, quella crosticina in superficie, quel tripudio di formaggi, a me se non fosse chiaro, piace da matti. Ho preso una ricetta a caso dal web, so che ne esistono diverse versioni, con formaggi differenti, l’utilizzo dello strutto, dei salumi ecc….per essere la prima volta che la faccio e avendo deciso ieri direi che sono soddisfatta.

Le foto sono ruspanti, molto caserecce nello stile, con tutte quelle briciole che non dovrebbero vedersi, poco set, tanta fretta di addentare, ne ho fatte diverse ma alla fine mi sono piaciute queste un po’ se vogliamo disordinate, poco da food blogger.

Buona Pasqua a tutti!

 

pizza umbra

Ingredienti:

500 gr di farina

4 uova

1 bicchiere di latte

1 bicchiere di olio

100 gr di pecorino grattugiato

150 gr di parmigiano grattugiato

150 gr di emmenthal

20 gr di lievito di birra fresco o secco (io secco)

sale e pepe.

 

pizza umbra

1 Mettete tutti gli ingredienti a parte l’emmenthal nella planetaria o in una ciotola, impastate fino a ottenere un composto omogeneo, disponete nello stampo, ideale sarebbe uno stampo da diciotto cm alto, se fosse basso potete metterci attorno in altezza della carta forno perchè contenga la lievitazione. Altrimenti utilizzate uno stampo qualsiasi che sia un po’ alto perchè cresce.

2 Disponete l’emmenthal tagliato a cubetti nell’impasto con le dita. Coprite e fate lievitare almeno due ore coperto.

3 Accendete il forno alla massima potenza, lasciate che si scaldi bene poi scendete a 190 gradi, infornate, nello stampo a silicone che ho usato non ho imburrato se ne utilizzate uno di alluminio, imburratelo, cuocete per circa 40-45 minuti, deve risultare ben dorata, fate intiepidire prima di sfornare.

 

DOLCI

Zeppole di San Giuseppe

zeppole con crema pasticcera

Onestamente non avevo previsto di prepararle, a parte un pochino a Natale non riesco a stare dietro ai dolci tipici di ogni periodo o festività, domenica però mia sorella mi ha caldamente invitato a mettermi all’opera, era via con mio papà e ha detto che era stato felicissimo di mangiare le zeppole che gli ricordano la sua infanzia.

Che fai non accontenti il papà? Il giorno della sua festa? Ieri mi ci sono messa, avrei dovuto fare altro ma non importa, le mie prime zeppole, non le avevo mai fatte e temevo disastri invece tutto sommato è andata benone, ho seguito alla lettera la ricetta della mia amica Valentina del blog La ricetta che vale.

Lei è bravissima, precisa, spiega bene in modo chiaro, con il passo passo, tutte le sue ricette mi sono venute sempre al primo colpo, ammetto anche di aver avuto il lusso di consulenza telefonica in diretta per fugare i dubbi dell’ultimo momento.

La prima di altre volte, a me piacciono tantissimo e l’impasto si presta a diverse farciture, vorrei provare anche una versione salata e varie misure, spero di ricordarmene!

 

zeppole con crema pasticcera

La ricetta è la sua copiata e incollata, non ho apportato nessun cambiamento, versione fritta.

Ingredienti

250 g di farina 00
250 g di acqua
35 g di strutto
4 uova grandi
(oppure 5 o 6 piccole controllando sempre la consistenza dopo ogni aggiunta, il composto deve essere sodo, simile ad una crema pasticcera densa)
5 g di sale

olio di semi di arachide per friggere

Per la farcitura
Crema pasticcera di Luca Montersino

200 ml di latte intero fresco
50 ml di panna liquida fresca
75 g di tuorli (circa 4 tuorli, però pesate!)
75 g di zucchero semolato
9 g di amido di mais
9 g di amido di riso
mezza bacca di vaniglia Bourbon

amarene Fabbri per la finitura

zeppole con crema pasticcera

In una pentola dal fondo spesso, portate a ebollizione l’acqua con il sale e lo strutto.
Raggiunto il bollore, versate la farina in un solo colpo e, fuori dal fuoco, mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto che si presenti omogeneo e si stacchi dalle pareti della pentola. Riportate sul fuoco, cuocete ancora per qualche minuto continuando a girare e togliete dal fuoco.
Trasferite il composto nella planetaria (con la foglia) e lasciate impastare per qualche minuto facendo intiepidire bene. L’impasto non deve essere caldo al momento dell’aggiunta delle uova.
Unite le uova, una alla volta controllando sempre la consistenza del composto (che deve presentarsi come una crema pasticcera soda) e non aggiungete l’uovo successivo se il precedente non è stato ben assorbito.
Trasferite l’impasto in un sac à poche con bocchetta a stella spizzata – per me 10 mm – e formate le zeppole su una teglia ricoperta di carta forno.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti, fino a quando le zeppole non si staccano facilmente dal forno e appaiono appena dorate.
Friggete subito in olio a 170°C, non più di 4 zeppole alla volta visto che in cottura si gonfiano molto, girandole spesso. Ci vorranno 10 minuti. La temperatura dell’olio non deve aumentare altrimenti avrete zeppole esternamente cotte ma non altrettanto internamente. Controllate sempre la temperatura e se è il caso, spostate il pentolino dal fuoco per abbassarla.
Sgocciolate su carta per fritti o carta assorbente.

Diversamente dalla zeppola al forno, come ci spiega Enrica, la zeppola fritta mantiene molto meno la forma in cottura perché lo strutto rende l’impasto più delicato e le fa gonfiare parecchio.

Farcite con la crema che avrete preparato in questo modo:

In un pentolino, portate a bollore il latte con la panna e la mezza bacca di vaniglia.
Unite i tuorli precedentemente lavorati con lo zucchero e gli amidi (dovrete ottenere un composto chiaro e spumoso) e mescolate solo quando si saranno formati dei “vulcanetti”: in questo modo la montata di uova non toccherà il fondo e in un minuto, girando con una frusta, la vostra crema sarà pronta. Eliminate la bacca di vaniglia.
Coprite subito con pellicola alimentare a contatto e abbattete in freezer fino a portarla a temperatura ambiente.

Trasferite la crema in un sac à poche con bocchetta a stella e farcite le zeppole.
Terminate con una o più amarene per ogni zeppola e zucchero a velo.

Primi

Pasta alla norma

pasta alla norma siciliana

Siciliani a me, premetto che non so se questa è la versione originale, l’ho preparata in base al ricordo che ho delle paste alla norma che ho mangiato, può essere che la preparazione non sia esattamente così.

Meglio specificare per non urtare la sensibilità degli isolani ma di tutti quando si parla di piatti tipici e regionali, si sa che ognuno ha le sue teorie, la sua versione, come si suol dire paese che vai usanza che trovi.

Una pasta che più buona non ce n’è ma del resto con il fritto si va sempre sul sicuro e le melanzane sono la verdura campione del fritto, pensiamo alla parmigiana…..felicità assoluta.

Friggere ieri con il caldo non è stato il massimo ma una volta si può anche fare, ci tenevo a inserire sul blog una pasta che amo molto e che mi ricorda un bellissimo viaggio in Sicilia ormai di parecchi anni fa, una settimana in cui mangiai divinamente a costi stracciati.

Sono in partenza per il week end per cui vi lascio, buon fine settimana.

 

pasta alla norma

 

Ingredienti:

per due persone

180 gr di pasta

1 melanzana media

1 etto di datterini

1 spicchio di aglio

olio evo

olio per friggere

50 gr di ricotta salata

basilico

 

pasta siciliana alla norma

1 Lavate la melanzana, tagliatela  a pezzetti, mettete a scaldare abbondante olio per friggere in una padella antiaderente, quando l’olio è ben caldo aggiungete le melanzane, friggetele girandole di tanto in tanto fino a che risultano dorate, scolate su un foglio di carta assorbente.

2 Nel mentre in un pentolino mettete due cucchiai di olio evo, lo spicchio di aglio tagliato a fettine, lasciate soffriggere qualche istante a fuoco medio poi aggiungere i pomodori precedentemente lavata e tagliati a pezzetti, regolate di sale, lasciate cuocere una ventina di minuti, ogni tanto mescolate.

3 Preparate la pasta, quando la scolate conditela con le melanzane, il sugo di pomodori, spolverate con la ricotta salata, aggiungete il basilico.

Primi

Testaroli al pesto di agretti pomodori secchi e pinoli

testaroli con pomodori secchi pesto di agretti e pinoli

I testaroli sono un piatto che amo, un piatto tipico della Lunigiana, alta Toscana, sono cresciuta mangiandoli, la mia nonna li preparava spesso con tanto pesto e parmigiano come vuole la tradizione, negli anni ho sperimentato vari sughi.

E’ un tipo di pasta porosa, solo acqua e farina, una pastella cotta nei testi di ghisa, un impasto che cotto diviene poroso per cui assorbe bene il sugo, si intinge che è una meraviglia, motivo per cui tutti i tipi di pesto o ragu, in generale sughi cremosi o tendenti al liquido sono perfetti per condirli.

Oggi una Milano che non si intuisce, cielo che vedo dalla finestra grigio ma potrebbe uscire il sole come mettersi a piovere, del resto sono giorni che il tempo è ballerino, fa un po’ caldo e un po’ freddo, niente nuvole e nuvoloni neri, infradito e maglioncino, ombrello e maniche corte.

Da voi come è il tempo? Che fate? Buon martedì.

Ingredienti:

per due persone

180 gr di testaroli (se lo avete intero tagliatelo a rettangoli di 3×6 cm)

140 gr di agretti lessati

1 spicchio di aglio

olio evo q.b.

1 cucchiaio di parmigiano

4 pomodori secchi sott’olio

1 cucchiaio di pinoli

parmigiano grattugiato a piacere

 

testaroli con pinoli pomodori secchi e pesto di agretti

 

1 Preparate il pesto frullando gli agretti ben strizzati con il parmigiano, l’aglio, un pizzico di sale e l’olio aggiunto a filo, dovrete ottenere un composto omogeneo e mediamente denso.

2 Mettete a bollire l’acqua come per la pasta nel mentre tagliate grossolanamente i pomodori a pezzetti.

3 Cuocete i testaroli per tre minuti al massimo da quando l’acqua bolle, salatela, spegnete e lasciateli in acqua, state attenti ai tempi perchè se li lasciate troppo si spappolano.

4 Conditeli con il pesto, i pomodori, i pinoli e una spolverata di parmigiano.

Primi

Fregola con cipollotti e cozze

fregola con cipollotti e cozze

Amo la fregola da morire, in Sardegna l’ho mangiata tutti i giorni, non è niente di che ma amo quella consistenza, quel sapore, i milioni di condimenti con cui prepararla, pesce in primis.

Mi ricorda una vacanza bellissima in Sardegna, ormai quattro anni fa, tanto mare, sempre bellissimo, acqua cristallina, distese di sabbia infinita, poca gente, tanto sole, relax totale, ogni giorno una spiaggia diversa una migliore dell’altra.

Pesce a gogo, tutti i giorni, costi ridicoli rispetto a Milano, grigliate, fritture, anche un semplice branzino ai ferri o al sole, una goduria infinita, mamma mia che ricordi quei piattoni di pesce, mai mangiato così tanto in una settimana.

La Sardegna è splendida, selvaggia, intensa, solitaria, tanta natura, tanto mare, tanto verde, se eviti i luoghi mondani, richiamo dei turisti, è fantastica, silenzio, sole, arte, mare, cordialità, paesini, colline, scorci meravigliosi.

Dopo questo inno alla terra sarda, vi auguro un felice week end!

 

fregola con i cipollotti e cozze

 

Ingredienti:

per due persone

200 gr di fregola

500 ml di brodo di pesce

5-6 cipollotti medi

100 gr di cozze (senza guscio)

olio evo

sale pepe

1 Mettete a bollire l’acqua per il brodo che potete preparare o con i preparati o con lische di pesce e alcuni pesci.

2 Pulite il cipollotto, tagliatelo a rondelle, prendete una padella versatevi due cucchiai abbondanti di olio, dopo un minuto aggiungete il cipollotto, fatelo cuocere per circa cinque minuti poi versate mezzo mestolo di brodo e fate cuocere per altri 10 minuti.

3 Unite la fregola al cipollotto, bagnate bene interamente con il brodo, restate in zona perchè si asciuga molto rapidamente, ogni tanto mescolate e se necessario unite altro brodo, dovrebbe essere pronte in circa 15 minuti ma sulla confezione troverete istruzioni in base a quanto è fine, gli ultimi cinque minuti unite le cozze, mescolate, regolate di sale e pepe, servite.

 

fregola con cozze e cipollotti

Primi

Cipollata umbra

zuppa di cipolle e pomodoro umbra

Vedo già i volti di alcune amiche che di fronte alla parola cipolle storcono il naso perchè ti rimane l’odore sulle mani, perchè non le digeriscono, perchè le reputano pesanti e invece io le amo.

Questa ricetta è tipica del centro Italia, ho visto sia Umbria che Abruzzo, come per ogni ricetta della tradizione che si rispetti le versioni sono molteplici, cipolle bianche o rosse, con brodo o senza, con lardo o guanciale, ne ho guardate un po’ e ho scelto la mia in base anche a cosa avevo.

Una zuppa corposa, un bel piatto unico invernale, fumante, sostanzioso, dalla lunga cottura, diciamo un po’ diverso dalla solita zuppa o minestra, purtroppo non conosco le origini e la storia di questo piatto ma cercherò informazioni.

E’ bellissimo scoprire le ricette tipiche, spesso si conoscono per ogni regione le più note ma scavando, senza troppa fatica, emergono tantissime ricette particolari, ricche di storia, usanze legate al modo di prepararle, al periodo, agli ingredienti, sono sempre affascinata dai racconti e la storia dei piatti.

Voi la conoscevate questa ricetta? Io l’ho scoperta da una rivista poi ho cercato in rete.

 

minestra di cipolle umbra con pomodoro

 

Ingredienti:

800 gr di cipolle rosse

50 gr di guanciale (fetta)

400 ml di pomodori pelati

2 uova

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

olio evo

sale pepe

 

minestra di cipolle e pomodoro umbra

 

1 Affettate a cubetti il guanciale.

2 Sbucciate le cipolle e tagliate a fette mediamente sottili.

3 Prendete una casseruola versate due cucchiai di olio, lasciate scaldare qualche istante poi aggiungete i cubetti di guanciale, lasciate rosolare qualche minuto poi unite le cipolle, mescolate, regolate di sale e pepe, lasciate cuocere per circa una mezzora con coperchio, ogni tanto date un’occhiata e se serve unite un filo di acqua.

4 Dopo una mezzora unite i pomodori precedentemente tagliati a pezzetti, mescolate, unite un bicchiere di acqua calda o brodo vegetale se preferite, fate cuocere un’ora a fuoco lento.

5 Spegnete e fuori dal fuoco unite le uova precedentemente sbattute con il parmigiano, mescolate e servite con delle foglioline di basilico o come me con crostini di pane.

Lievitati

Taralli pepe e sugna

taralli pepe e sugna

Una ricetta che volevo provare da secoli, per me sono divini, una di quelle droghe per cui uno tira l’altro e potresti mangiarne a decine, magari non dei miei che sono enormi.

La prossima volta provo a farli più piccoli, come prima volta mi sono voluta attenere rigidamente alla ricetta per non sbagliare ma effettivamente sono troppo grandi, ci si sente più in colpa a mangiarne tanti….

Un classicone che se amate taralli, grissini, lievitati, pepe e sapore non potete non provare, non ricordo dove li ho assaggiati la prima volta ma ricordo che erano ottimi e dopo li ho sempre mangiati con gusto.

Ammetto che i miei sono buoni ma non sono del tutto soddisfatta, grandezza a parte devo perfezionare la ricetta, sicuramente devo aggiungere pepe.

Ricetta di Simona del blog Tavolartegusto, una grande cuoca, le sue ricette sono infallibili.

 

taralli con pepe e strutto

 

 

Ingredienti:

500 gr di farina 00

180 ml di acqua

150 gr di mandorle + 30 mandorle intere

200 gr di strutto a temperatura ambiente

10 gr di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di miele

sale

3/4 cucchiaini di pepe

 

taralli napoletani con pepe e sugna

 

1 Preparate un lievito, sciogliete il lievito in 80 ml di acqua tiepida, unite 100 gr di farina (dei 500) e lo zucchero, mescolate con una forchetta fino a ottenere una specie di pastella, coprite con la pellicola e lasciate lievitare un’oretta.

2 Accendete il fuoco a 200 gradi, tostate 150 gr di mandorle per 5-8 minuti, lasciate raffreddare.

3 In una ciotola riunite la farina, lo strutto, le mandorle tritate finemente, il miele, il sale, il pepe e i 100 ml di acqua, impastate fino a ottenere un composto omogeneo, controllate bene che lo strutto sia ben amalgamato.

4 Formate i taralli prendendo due pezzi di composto da 50 gr l’uno, formate dei cilindri lunghi 20 cm, unite le due estremità e intrecciate la pasta chiudendo i lembi nella parte inferiore del tarallo, proseguite ugualmente fino al termine della pasta.

5 Bagnate le mandorle in modo tale che aderiscano bene, disponete tre su ogni tarallo, nei punti in cui c’è la piega, fatele incastonare bene pigiando un pochino, lasciare lievitare due/tre ore.

6 Infornate in forno caldo a 180 gradi per circa 45/50 minuti.

 

taralli napoletani con pepe e strutto

 

 

 

verdure

Panzanella rivisitata

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La panzanella un classico della cucina estiva e della cucina toscana, esistono varie versione, chi mette la cipolla, chi il sedano, con o senza aglio, la mia, quella che preferisco solitamente è pane cetrioli pomodori aglio basilico olio sale e pepe!

Oggi ho apportato qualche piccola modifica, ho eliminato l’aglio e il basilico, il pane tagliato a dadini e fritto in olio ottenuto dalla spremitura di olive peperoncino curcuma e pepe.

Questo condimento è dell’azienda agricola  Peperita   di Rita Salvadori, ho conosciuto Rita un mese per un progetto di social eating a cui partecipiamo entrambe in ruoli diversi, eravamo a pranzo a casa mia e lei portò i suoi prodotti da abbinare al pasto.

La sua azienda si trova in Toscana a Bibbona, produce peperoncino da 17 anni, solo ed esclusivamente peperoncino, ha oltre 80000 piante e 17 varietà, Rita una vera appassionata ricevette in dono un seme di peperoncino per coltivarlo ed oggi grazie a studi attenti e sperimentazione ha costruito un impero di bellezza e bontà.

Lei è una forza della natura, arrivo’ a casa mia che neppure sapevo ci sarebbe stata e aspettavo per prima un’altra persona, lei salì e mi ritrovai di fronte una persona molto affabile, socievole, disinvolta, dopo dieci minuti mi sembrava fosse in casa da sempre; notevole la sua passione, l’energia con cui racconta dei suoi peperoncini, degli abbinamenti, delle ricette che si possono realizzare, tanti davvero tanti.

Vi consiglio di guardare il sito per scoprire dove trovare i suoi peperoncini, scoprirete un mondo affascinante, molto più ricco e articolato di quanto si possa immaginare, ci sono anche patè, confetture, gli insaporito, tante idee regalo, i kit!

Quanto alla ricetta, diversa, particolare, il mix curcuma peperoncino pepe intenso ma non invadente, insaporisce molto, non ho quasi messo sale, il pane fritto ottimo croccante saporito!

 

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Ingredienti:

per 4 bicchierini

1 cetrioli grande

10-15 pomodori datterini

3 fette di pane

condimento chilisecret (spremitura di olive curcuma pepe peperoncino)

sale

basilico per decorare

 

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1 Tagliate il pane a dadini, in una padella versate due tre cucchiai di olio, quando sarà ben caldo unite il pane e lasciate indorare girando ogni tanto per 3-4 minuti, scolate su un foglio di carta assorbente.

2 Sbucciate il cetriolo e riducetelo a dadini, stessa cosa con i pomodori precedentemente lavati.

3 Assemblate il vostro bicchierino mettendo uno strato di pomodori poi di pane infine di cetrioli, regolate di sale e unite un goccio di olio, decorate con il basilico.

 

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