Farinata ed è subito estate, nonni, Liguria, caldo, mare, unto.
I miei nonni avevano una casa a La Spezia, spesso si andava al mare in giornata da qualche parte, Cinque Terre, Levanto, Santa Marinella ecc….si prendeva il treno la mattina, il pranzo consisteva nella mitica focaccia, unta, croccante, liscia o con olive, cipolle e l’immancabile farinata, anch’essa dorata e unta.
Ho impressa nella mente come fosse accaduto ieri l’immagine di me, i miei fratelli e i miei nonni seduti da qualche parte sotto l’ombra di un albero, cercando ombra almeno a pranzo, mangiare queste prelibatezze, pulirsi le mani unte sulla gambe (noi bambini), tanto poi ti butti in acqua.
Contendersi gli ultimi pezzi, volerne ancora e ancora, il caldo opprimente dell’estate, il canto delle cicale in sottofondo, il sale negli occhi, i costumi ancora umidi, volersi buttare subito in acqua ma non se ne parla, con mia nonna aspettavi le tre ore minimo, quelle ore che per un bimbo di sette otto anni sono eterne.
Ogni volta che preparo la farinata rivedo quell’istantanea, sorrido, rivivo ogni istante, si prepara in un attimo ed è sempre buona, da sola o con salumi, formaggi, salsine o altro, oggi in una versione che è nata per caso, non saprei dire come, semplicemente mi si è materializzata davanti.
La mia farina di ceci è dell’ Azienda Agricola Dolci Giuseppina, si trova in Alta Valnerina, nella mia amata Umbria, producono farro, roveja, ceci, fagioli, farine varie, gallette, cous cous e tanto altro, una vera chicca di cui mi sono innamorata i chicchi di farro ricoperti di cioccolato.
Andate sul sito per conoscere i prodotti, la loro storia, come lavorano, io non vedo l’ora di provare svariati prodotti che da poco mi sono arrivati e già li vedo trasformati in ricette.
Ingredienti per circa 4 sandwich (12 pezzi di farinata, vi avanzerà qualche pezzetto)
200 gr di farina ceci
600 ml acqua
40 ml olio evo
sale
100 gr di tacchino fesa
100 gr di robiola
spinacini
1 In una ciotola versate la farina, unite poco alla volta l’acqua mescolando con una frusta, fate attenzione a non formare grumi, dovrete ottenere un composto liquido, se compare schiuma (a me no) toglietela con una schiumarola, lasciate riposare tre ore coperta con un coperchio, mescolate di tanto in tanto.
2 Unite olio e sale, mescolate bene, ungete leggermente una teglia di rame o alluminio e versate il composto, cuocete in forno ben caldo a 250 gradi per circa 13-15 minuti, dovrà risultare dorata e compatta. Sfornate e lasciate che si raffreddi.
3 Prendete un righello e formate dei quadrati di circa 12 cm x 12, potete anche procedere ad occhio se preferite, dividete il quadrato in diagonale. Dovrete ottenere 6 quadrati, quindi 12 triangoli. Servite a temperatura ambiente.
4 Farcite un primo triangolo alternando a piacere tacchino, robiola e spinacino, coprite con un altro triangolo e farcite, coprite, devono essere tre strati. Proseguite nello stesso modo fino al termine dei triangoli.
NOTE, la farinata deve essere bassa, circa 5-6 mm, scegliete una teglia che abbia il bordo alto almeno 7-8 mm in più, fate attenzione quando la mettete in forno a non rovesciarla, anche per questo una teglia più alta aiuta, la mia era 23 x 35.
Rispetto alla farcitura sbizzarritevi, la farina di ceci ha un sapore deciso, io ho preferito optare per sapori non troppo definiti come il tacchino, la robiola, gli spinacini ma seguite i vostri gusti, fate delle prove.






2 Comments
saltandoinpadella
21 Settembre 2020 at 14:13Pensa che io invece non credo di aver mai assaggiato quella originale Ligure. L’ho preparata qualche volta ma non credo sia stata come quella doc. Bisogna che faccia una vacanza in liguria
Elisabetta Lecchini
28 Settembre 2020 at 17:16scusa il ritardo ma non ho ricevuto la notifica del commento, devi assolutamente andare in Liguria ma proprio assolutamente!