All Posts By:

Elisabetta Lecchini

Senza categoria

Sali aromatizzati

sali aromatizzati

Questa credo sia in assoluto l’idea regalo più economica e facile da fare al mondo, un costo ridicolo e dieci minuti di tempo. Per gli amanti di carne e pesce, grigliate, verdure, sono perfetti, anche per chi è a dieta, un sale profumato che regala sapore rende migliore un piatto che vuole essere volutamente privo di salse, intingoli ecc….

Trovo che questa sia un’idea culinaria perfetta anche per un uomo, non che un uomo non apprezzi creme, biscotti, liquori ecc….ma se penso ai miei amici mangiano tutto e finisce lì, del sale aromatizzato lo usano per grigliare la carne, nelle preparazioni a lenta cottura che vedo piacciono tanto a mio cognato, mio fratello e diversi amici.

Penso gli piacerebbe pensare al modo per utilizzarlo al meglio, li vedo molto concentrati sui tagli di carne, comprendere la preparazione della carne, fra cui come insaporirla, le cotture, diciamo che magari a Natale lo regalo a qualche amico e vediamo che ne pensa.

Qua ridendo e scherzando mancano dieci giorni a Natale, dicembre passa in un attimo fra cene, regali, addobbi, scadenze di fine anno, parenti e amici che tornano, siete pronti? Menù stilato? Regali sotto l’albero? Io direi di si, raccontatemi che sono curiosa, buon fine settimana.

 

sali aromatizzati

 

Ingredienti:

per il sale al vino rosso

300 gr di sale grosso

125 ml di vino rosso

per il sale alle erbe:

300 gr di sale grosso

 

sali aromatizzati

1 cucchiaio abbondante di mix di erbe (io rosmarino, salvia, maggiorana, origano ma va bene anche mente, erba cipollina, timo ecc…)

1 Ammollate il sale grosso nel vino rosso per 20 minuti.

2 Scolate il sale dal vino.

3 Tritatelo in un mixer, se vi piace fine tritalo al massimo se no anche poco meno che grosso.

4 Lasciate asciugare in forno caldo a 100 gradi, disteso su una teglia coperta da carta forno, sfornate, lasciate intiepidire e riponete in barattoli, vasetti, dove volete.

5 Lavate e asciugate le erbe aromatiche, tritatele finemente.

6 Unitele al sale, mescolate.

7 In forno caldo a 140 gradi, lasciate asciugare sempre distribuito su una teglia coperta di carta forno, sfornate, lasciate intiepidire e riponete in barattoli, vasi o altro.

Bevande/ Creme/ DOLCI

Curd al sidro di mele

curd al sidro di mele

Questa è un’idea puramente fortuita. Avevo in frigorifero aperto da un po’ del sidro di mele, mi piace ma non volevo berlo appunto perchè aperto da un po’, allo stesso tempo non butto mai via cibo o bevande, cercavo il modo per utilizzarlo.

A un certo punto ho pensato che come nel lemon curd si aggiunge il succo di limone, idem nell’orange curd, io utilizzavo il sidro di mele. Era certa del risultato e infatti sono rimasta molto soddisfatta, buonissima, da sola a cucchiaiate, sul pane, sui biscotti, in una torta, sul pandoro o dove volete.

Penso che potrebbe essere scelta fra le papabili idee regalo di quest’anno, potete evincere dalle mie parole che mancano meno di quindici giorni a Natale e ancora non ho deciso cosa preparare per gli amici. Idee tante, concretezza nessuna, potremmo dire bene ma non benissimo.

Provate la crema, se amate il sidro, rimarrete ampiamente soddisfatti.

 

curd al sidro di mele

 

Ingredienti:

100 ml di sidro di mele

4 uova

120 gr di burro

200 gr di zucchero

 

curd al sidro di mele

 

1 In una casseruola sbattete le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

2 Tagliate il burro a pezzetti.

3 Unite il burro e il sidro al composto di uova.

4 Accendete il fuoco medio/basso e con una frusta mescolate fino a che non si addensa, circa 8/10 minuti o comunque fino a che non vedrete comparire delle bolle in superficie, trasferite nei barattoli, lasciate che si raffreddi del tutto e riponete in frigorifero.

DOLCI

Gelatine di frutta

gelatine con frutta

Le gelatine di frutta mi ricordano mio nonno materno. Anni fa, circa una decina io e mia sorella eravamo a Roma, dove viveva mio nonno ora scomparso, stavamo per uscire per andare a fare un giro in centro e lui ci fermo quasi come se fosse un ordine per chiederci di passare in un negozio storico che vendeva solo gelatine.

Non ricordo ne’ il nome ne’ dove si trovi ma l’interno si, decine e decine di scaffali, tavolini colmi di gelatine, di tutti i gusti, di tutti i colori, di varie grandezze e forme regalo, scatoline, sacchetti, barattoli, una sorta di paradiso dei balocchi, soprattutto per gli occhi perchè ammetto che a me non fanno impazzire, buone ma veramente troppo dolci.

Se cercate un pensierino carino, economico ma davvero economico, semplice ed effetto, le gelatine fanno per voi, anche una persona poca pratica seguendo le istruzioni non può sbagliare. La cosa carina è variare i  colori quindi scegliere succhi di colore diverso, io ero certa che il melograno fosse un bel rosso accesso invece, come vedete, è marroncino. Peccato.

Potete scegliere la versione sana, ossia estrarre voi il succo da arance, mandarini, limoni, melograno ecc…oppure comprare i succhi, va bene anche il sidro di mele e altre bevande. Vi auguro un sereno week end.

 

gelatine di frutta

 

Ingredienti:

per circa 40 gelatine ma dipende da che stampo usate

10 cucchiai di succo di arancia o spremuta

10 cucchiai di succo di melograno

15 gr di colla di pesce

500/600 gr di zucchero

 

gelatine alla frutta

 

1 Mettete la colla di pesce 7 gr in acqua fredda per dieci minuti.

2 Nel mentre mettete 200 gr di zucchero in una casseruola, unite dieci cucchiai di succo di arancia, a fuoco medio portate a bollore mescolando.

3 Strizzate la colla di pesce unitela al succo, mescolate, vedrete che si scioglierà subito.

4 Versate il composto in una brocchetta per l’acqua o qualcosa con un beccuccio, disponete gli stampi scelti su una teglia, versate il liquido negli stampi fino all’orlo, lasciate raffreddare una ventina di minuti poi riponete in frigorifero per almeno un’ora.

5 Sformate le gelatine delicatamente, in un piatto disponete circa 100 gr di zucchero, immergete le gelatine, sono pronte. Procedete nello stesso modo con l’altro succo.

NOTE: preferibile usare stampi al silicone, no di carta, no di alluminio, lo zucchero da usare è quello bianco non quello di canna

Antipasti/ frutta secca

Biscotti alle mandorle e rosmarino

biscotti alle mandorle e rosmarino

Siamo ufficialmente entrati nel mese più calorico dell’anno!

Ebbene si, ci siamo, panettoni, torroni, biscotti, dolcetti, pasta fresca, salumi, lenticchie ecc…stanno per invadere le nostre tavole, le nostre giornate, i nostri pensieri, perchè è innegabile, in dicembre si pensa al cibo, vuoi perchè devi ospitare la famiglia, vuoi perchè la panificatrice che è in te deve sfornare grandi lievitati a gogo, vuoi perchè un pensierino goloso per gli amici lo prepari ogni anno.

In queste settimane che voleranno e io Natale a parte ho seimila cosa da fare molto importanti, vi proporrò qualche idea carina da regalare, andrò sul semplice perchè il tempo è poco e perchè le idee veloci e facili sono sempre le più richieste.

Cominciamo con questi biscotti, simil cantucci ma più irregolari, quello in realtà dipende da me che non sono particolarmente precisa, se li tagliate perfetti potrebbero sembrare cantucci, profumano tanto di rosmarino, durano giorni, li mettete in un sacchettino con un nastro e il gioco è fatto.

Potete tranquillamente apportare varianti a piacere, usare pinoli, noci, nocciole o pistacchi al posto delle mandorle, il pecorino o altro formaggio grattugiato al posto del parmigiano, così come potete utilizzare un’altra erba aromatica, erba cipollina, timo, salvia. Divertitevi.

 

 

Ingredienti:

250 gr di farina 00

100 gr di mandorle

mezzo cucchiaino di lievito

50 gr di parmigiano grattugiato

2 rametti di rosmarino

olio evo

3 uova

sale

 

biscotti al rosmarino e mandorle

 

1 Lavate il rosmarino, tritate finemente gli aghi.

2 In una ciotola o nella planetaria versate la farina, il lievito, il parmigiano, il sale, l’olio, le uova e il rosmarino tritato, impastate fino a formare un composto omogeneo e compatto.

3 Unite le mandorle (io intere ma potete tagliarle anche a pezzetti), amalgamate.

4 Accendete il forno, coprite di carta forno una teglia, pesate la pasta, dividetela in metà uguali, formate due cilindri della stessa grandezza, stendeteli separati sulla teglia, schiacciate leggermente i cilindri, infornate per 30 minuti a 180 gradi.

5 Estraete la teglia dal forno, lasciate riposare 7-8 minuti poi tagliateli a fette di circa 1 cm di spessore, distribuiteli sulla teglia e lasciate cuocere per altri 10-15 minuti, sfornate.

DOLCI

Rotolo alla crema di marroni

rotolo alla crema di marroni

Un dolce semplicissimo da fare, davvero, sembra chissà che ma seguendo alla lettera la ricetta il risultato sarà garantito, oltre che semplice da realizzare è buonissimo, carino una volta tagliato, lo potete farcire come volete, qualsiasi ripieno va bene ed è anche economico, aspetto che non guasta.

Sicuramente qualcuno lo assocerà alla cara vecchia girella del Mulino Bianco, effettivamente il concetto è proprio quello, una pasta biscotto farcita e arrotolata con l’intento di vedere gli strati interni alternati una volta tagliati.

Questa è una versione basic ma per Natale potreste pensare al famoso tronchetto della felicità, che qua trovate, o a decorazioni particolari, se non addirittura a farlo colorato. Lo scorso anno lo feci rosso con il gel rosso, anche verde sarebbe natalizio, unica cosa trovare una farcitura che faccia contrasto quindi rosso con cioccolato, verde con bianco tipo crema mascarpone.

Decorazione frutta, frutta secca, candita, pralinata, stelline, codette, scorze di arance semplici o al cioccolato, piccole meringhe, ameretti mignon, caramello, zuccherini, gocce di cioccolato, scaglie, fiorellini di pasta di zucchero o inerenti al Natale (renne, babbo Natale, angioletti ecc…), potete davvero sbizzarrirvi e farete un figurone.

 

rotolo con crema di marroni

 

Ingredienti:

5 tuorli

4 albumi

100 gr di zucchero

100 gr di farina

per la farcitura:

150 ml di panna fresca

4 cucchiai di crema di marroni

per la copertura:

150 gr di cioccolato fondente

120 ml di panna fresca

1 Separate i tuorli dagli albumi.

2 In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero, 40 gr.

3 In un’altra montate gli albumi con i restanti 60 gr di zucchero.

4 Unite delicatamente gli albumi montati ai tuorli, aiutatevi con una spatola dal basso verso l’alto.

5 Accendete il forno a 220 gradi, coprite una teglia con la carta forno.

6 Aggiungete delicatamente poco alla volta la farina setacciata, state attenti a non formare grumi.

7 Versate il composto nella teglia, livellate perchè sia di pari altezza, infornate per 7 minuti, nel mentre inumidite un foglio di carta forno grande come la teglia, non deve essere bagnato ma umido.

8 Sfornate, prendete i lembi della carta forno con la pasta, capovolgetela sulla carta umida, delicatamente togliete la carta forno che era sulla teglia, vedrete che verrà via bene, arrotolate la pasta a cilindro, lasciatela in posa almeno mezzora.

9 Mentre il rotolo si fredda, in una ciotola fredda montate i 150 ml di panna, io non ho aggiunto zucchero ma sono gusti, una volta montata aggiungete delicatamente poco alla volta i cucchiai di crema di marroni.

10 Aprite delicatamente il rotolo, spalmate la crema, non riempite troppo sui bordi se no straborda, richiudete, mettete con la parte aperta sotto su un vassoio, mettete in frigorifero almeno un paio d’ore.

11 Sciogliete a bagnomaria il cioccolato, aggiungete la panna, mescolate, lasciate raffreddare la ganache, deve avere una consistenza adatta a essere spalmata quindi non troppo liquida, se volete potete anche metterla in frigorifero mezzora. Con una spatola ricoprite la superficie del rotolo, rimettete in frigo una mezzora o di più, servite a fette.

Primi

Lasagne zucca e salsiccia

Lasagna con zucca e salsiccia

Amore grande per le lasagne! Sicuramente rientrano prepotentemente fra i miei primi preferiti, in generale mi piace parecchio la pasta fresca, ripiena e non ma niente come le lasagne, no ravioli, no tortellini, ecc….

Sarà che le ho sempre associate all’idea di casa, famiglia, conforto, con il ragù che cuoce per ore emanando un profumino divino, sarà che la famiglia di mia mamma ha origini romagnole, ho sempre mangiato da mia nonna e dalle mie zie la pasta fresca fatta in casa, io stessa ho imparato da ragazzina a prepararla.

Oltretutto a casa mia il giorno di Natale da sempre si mangiano le lasagne, tendenzialmente classiche con il ragu.

Quest’anno non so cosa riuscirò a preparare per Natale, prometto di impegnarmi per proporvi idee carine, semplici, veloci da fare, dubito di farcela a sfornare grandi lievitati, primi succulenti, polli o altri volatili ripieni, vediamo.

Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto in merito al libro, grazie di cuore!

 

lasagne alla salsiccia e zucca

 

Ingredienti:

per una teglia da sei porzioni

per la pasta fresca cliccate qui troverete tutti i passaggi passo passo

250 gr di zucca

300 gr di salsiccia

150 gr di parmigiano reggiano

per la besciamella:

40 gr di farina

40 gr di burro

500 ml di latte

noce moscate

sale

 

lasagne alla zucca e salsiccia

 

1 Preparate la pasta fresca come da indicazioni.

2 Preparate la besciamella mettendo in una casseruola a sponde alte e antiaderente il burro, fuoco medio, aggiungete mescolando mentre si sta sciogliendo la farina, usate una frusta per mescolare, una volta amalgamati aggiungete il latte, il sale e la noce moscata (quantità a piacere), mescolate di continuo fino a che il composto non si addenserà, spegnete.

3 Lessate la zucca pulita e tagliata a pezzetti, al vapore circa 20 minuti con pezzi di media grandezza.

4 In una padella antiaderente senza aggiungere olio cuocete la salsiccia tagliata a pezzi, circa dieci minuti.

5 Assemblate la lasagna disponendo le strisce di pasta sulla teglia, aggiungete la zucca, la salsiccia, un paio di cucchiai di besciamella, due cucchiai di parmigiano. Coprite con uno strato di pasta e proseguite nello stesso modo fino al termine degli ingredienti, ricordatevi ogni tanto di salare gli strati.

6 Infornate a 200 gradi, forno caldo, per circa 30 minuti, sfornate, servite subito.

Senza categoria

Il profumo dei campi

E’ arrivato il momento di raccontarvi del mio libro Il Profumo dei Campi.

Tutto è nato due anni e mezzo fa quando andai in Umbria a consegnare la somma che riuscii a racimolare organizzando delle cene a casa con amici e amici di amici. Una raccolta fondi a favore delle zone colpite dal sisma.

Una volta lì pensai che fosse necessario fare altro, sentii forte il desiderio di sostenere in qualche modo un territorio fortemente ferito. La prima cosa a cui pensai fu un libro, dopo mi diedi della matta da sola perchè un libro è una cosa seria, non avevo mai fatto niente di simile, ci voleva organizzazione, metodo, tenacia, costanza, idee.

Confesso che nello stesso istante in cui pensai a un libro e contemporaneamente mi diedi della folle, avevo già deciso che l’avrei fatto, non sapevo come ma ero certa che ci sarei riuscita.

Sono stati due anni di lavoro molto impegnativi, da un lato perchè non sono una professionista, costruire una trama, fare in modo che i contenuti fossero coerenti, organizzare un gruppo di lavoro, strutturare capitoli, leggere e rileggere infinite volte, correggere, cambiare, sbagliare, rendersi conto di quante problematiche ci sono, capire in che modo pubblicarlo, divulgarlo, tanti tanti aspetti vanno valutati.

Un po’ perchè parliamo di un territorio che non conoscevo, non c’ero neppure mai stata prima del sisma, raccontare ingredienti e ricette magari sconosciuti, piatti mai assaggiati non è semplice, ci vuole rispetto per la tradizione, cura nei dettagli, bisogna leggere tanto tanto, informarsi, approfondire, entrare in un altro mondo.

L’intento del libro è quello di lasciare una traccia, raccontare una zona del centro Italia poco nota e splendida, non lo dico per dire ma perchè ci sono stata più volte negli ultimi due anni, far conoscere le eccellenze gastronomiche di cui questa area è ricca.

Parliamo di tanti prodotti, non solo il famoso ciauscolo o la lenticchia di Castelluccio piuttosto che l’amatriciana ma anche lo zafferano di Cascia, i marroni di Montemonaco, la mela rosa, il vino cotto di Loro Piceno, i tartufi di Norcia e Amandola, la marotta amatriciana, il guanciale, il pecorino, la roveja, le trote che vivono nel Nera.

E ancora, la birra dei frati di Norcia, la cicerchia, una vasta gamma di salumi, i formaggi, il miele, la pasta artigianale, la patata turchesa, il farro di Monteleone di Spoleto, il mistrà, un liquore.

Un libro che vuole far conoscere questi ingredienti e la terra in cui vengono prodotti, non mancano naturalmente le ricette, note e per conoscitori dei Sibillini, spaziamo da primi piatti corposi a biscotti, da dolci da credenza a tagli di carne particolari, crostini, frittate, creme ecc….

E’ stata un’avventura molto intensa, parecchio difficile, molti sono stati i momenti di sconforto, fatica, dubbi, altrettanti quelli dove prendere decisioni in merito a sponsor, case editrici, costi, diritti di autore; ho dedicato a questo progetto milioni di ore, spulciato centinaia di pagine Facebook, di Comuni, Proloco, Associazioni, giornali, radio, progetti, privati, tutto quello che mi capitava di sentire o in cui incappavo per caso.

Mi sono totalmente immersa in un mondo a me sconosciuto, ho imparato a conoscere la geografia della zona, leggere e ascoltare tante storie, tutte uguali, tutte diverse, difficili, dolorose, strazianti, caratterizzate da tanta forza, tenacia, coraggio, speranza, ho versato molte lacrime di fronte al dramma enorme che è stato il terremoto che se non siete stati in loco non capirete mai.

Non lo capisco neanche io, ci mancherebbe, ma posso assicurarvi che le immagini in tv sono niente rispetto al vedere con i propri occhi chilometri di macerie, case sventrate di cui ancora si vedono  oggetti di uso comune, uno stendino, una bambola, un pensile della cucina aperto, è molto toccante, desolante, lascia atterriti.

Il ricavato di questo libro andrà a favore di progetti o persone nelle zone interessate, sarà mia premura informare tutti coloro che lo acquisteranno in merito ai destinatari della donazione. Per informazioni, curiosità, domande, costi, idee su come/dove divulgarlo scrivetemi.

Senza categoria/ Travel

Puglia: i Cinque Reali Siti

Se siete alla ricerca di un week end all’insegna del relax, la buona cucina, ottimo vino, lente passeggiate immersi nel verde senza tralasciare le bellezze artistiche, i cinque Reali siti fanno al caso vostro; un itinerario rilassante, da vivere senza fretta godendosi tramonti splendidi, la raccolta delle olive, una visita in cantina, la parlantina accogliente degli autoctoni.

I Cinque Reali siti si trovano in provincia di Foggia, comprendono i comuni di Ordona, Orta Nova, Carapelle, Stornara e Stornarella, si tratta di un’area agricola nata verso la fine del 1700 quando i Borboni decisero di colonizzare il territorio per favorire l’incremento della popolazione e un maggior sviluppo dell’agricoltura.

Parliamo di una zona fortemente dedita all’agricoltura, alla produzione dell’olio e del vino, realtà ancorate saldamente al territorio, alle tradizioni, caratterizzata dal voler valorizzare quanto di buono offre la terra e la bellezza della natura.

Una visita che merita assolutamente è quella al Parco Archeologico di Herdonia. Si trova poco fuori Ordona (Contrada Cavallerizza), gli scavi raccontano l’antica civiltà Dauna di cui le prime tracce risalgono al Neolitico. Una guida d’eccezione ci ha accompagnato alla scoperta del sito archeologico che si estende per ventitre ettari (visitabili due), la signora Ambretta.

 

 

I resti della civiltà Dauna sono stati riscoperti intorno agli anni sessanta da un gruppo di archeologi belgi, all’interno sono visibili il Municipio Romano, la Basilica, il Macellum, le botteghe, le terme, le mura di cinta, la via Traiana punto di incontro con la via Eclanense e Venosa, tale snodo rese Herdonia un importante via commerciale.

 

 

Ambretta ci ha illustrato nel dettaglio le mura con gli affreschi, i particolari pavimenti, le colonne, quel che resta di alcune tombe, la porta principale con accanto una serie di torri, i due templi, il foro la piazza della città, un luogo immerso nel silenzio, circondato dal verde intenso che si estende a perdita d’occhio.

 

 

 

Altra tappa il Museo della Civiltà Contadina a Orta Nova, si trova all’interno del palazzo gesuitico che ospita la biblioteca, la sala conferenze e la sala mostre. All’interno del museo troverete oggetti e attrezzi utilizzati nei campi, per spremere le olive, sellare i cavalli, antiche roncole, forconi. E’ riprodotto una camera da letto e la tipica stanza adibita a cucina con una credenza colma di stoviglie, una piattaia, paioli e tanto altro.

Il museo aperto a maggio appartiene al territorio come ci spiega il Presidente, i reperti sono in parte ottenuti da donazioni, in parte sono stati raccolti e catalogati nel corso degli anni, ad oggi viene gestito da volontari che cercano di raccontare le tradizioni contadine, soprattutto alle nuove generazioni.

 

 

Per gli amanti del verde, delle passeggiate e del silenzio consiglio il bosco dell’ Incoronata. Va detto subito  che stiamo parlando della famosa Madonna dell’Incoronata citata spesso da Lino Banfi, i cultori del genere sicuramente ricordano, un luogo ameno dove regna  la pace, una ricca vegetazione e una fauna variegata.

Il bosco si trova a circa dodici chilometri da Foggia, si percorre a piedi senza alcuna difficoltà, è un itinerario adatto a chiunque, è attraversato dal fiume Cervaro, il percorso si snoda fra faggi, roverelle, cipressi, querce, eucalipti, cinghiali, lupi, corvi, diversi rapaci, gli ornitologi se lo segnino come meta interessante.

 

 

Il bosco, che si trova all’Interno del Parco Naturale dell’Incoronata, intorno al 1200 era la riserva di caccia di Federico II oltre che metà di pellegrini diretti al Santuario della Madonna dell’Incoronata. Si narra che nell’aprile del 1001 un pastore di nome Strazzacapra vide apparire la Madonna, stessa sorte toccò a un conte di Ariano Irpino.

 

 

All’interno del Santuario spicca una Madonna in legno  di noce, luogo di culto da parte di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

 

 

Esplorate i Cinque Reali Siti con calma, perdendovi fra le stradine dei paesi, comprando frutta e verdura dalle signore che vendono sull’uscio di casa, per gli amanti del genere a Stornara ammirate i trentadue murales sparsi per il paese realizzati durante la manifestazione Stramurales da artisti internazionali.

Entrate nella chiesetta di Stornarella, se sul vostro cammino incontrerete Don Rosario avrete una guida d’eccezione, fermatevi in un bar qualsiasi a bere un caffè, sicuramente troverete compagnia, osservate le case con lo stendino colmo di panni fuori dalla porta, anche in questa stagione le giornate sono piacevoli, durante le ore centrali della giornata è quasi caldo, motivo in più per camminare, osservare, annusare (arrivano profumi da ogni dove), perdersi in chiacchiere.

 

 

 

 

Prossimamente parliamo di vino, olio e cucina dei Cinque Reali Siti.

DOLCI

Bundt cake alla cannella

bundt cake con cannella

Diciamolo leggi il titolo e scatta il Natale.

Lo so che per tanti di voi solo a sentire la parola Natale comincia a formicolare un braccio ma in realtà manca davvero poco, un mesetto e ci siamo. Stiamo per entrare nel vivo delle ricette, i regali, gli addobbi, i pensierini home made, i maglioni con la renna, e le tante attese quanto temute cene di Natale (ieri un’amica ha creato un gruppo su questo tema….aiuto).

Questa torta l’ho presa dal ricettario di Pavoni, un piccolo libricino dove attraverso le ricette illustrano i loro prodotti dolciari e per la pasticceria, non so perchè fosse in mio possesso ma ieri mettendo ordine l’ho trovato e sfogliandolo questa ricetta mi ha incuriosita.

Intanto per la presenza della melassa che forse non ho mai utilizzato o in caso contrario ho rimosso, inoltre non ci sono latticini, la cannella la metterei ovunque, diciamo che mi ha conquistata e quindi eccola qua. Devo ancora assaggiarla quindi vi farò sapere, intanto sfogliando il libricino e preparando la torta mi sono venute in mente un po’ di idee carine per Natale, periodo che notoriamente amo alla follia.

Buon fine settimana.

 

bundt cake alla cannella

 

Ingredienti:

400 gr di farina

1 bustina di lievito per dolci

1 cucchiaio abbondante di cannella

200 gr di olio di semi (Pavoni utilizza quello di oliva)

130 gr di zucchero

250 gr di melassa

300 ml di sidro di mele

4 uova

zucchero a velo

1 In una ciotola o nella planetaria aggiungete la melassa, lo zucchero, l’olio, il sidro e le uova, mescolate con le fruste elettriche fino a ottenere un composto omogeneo.

2 Unite il lievito e la cannella, mescolate.

3 Unite un cucchiaio alla volta di farina sempre mescolando.

4 Ungete una tortiera o utilizzate come me uno stampo al silicone, versatevi il composto. Cuocete in forno caldo a 170 gradi per 45 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare, estraete dallo stampo e spolverate di zucchero a velo.

Lievitati

Pane con pancetta e pecorino

pane alla pancetta e pecorino

Idea nata per caso, mi stavo chiedendo cosa preparare e mi è venuto il mente il pane. Cosa rara perchè mi piace ma non sono una grande mangiatrice di pane e infatti ho aggiunto pancetta e pecorino per dargli maggiore sapore, la mia passione sono taralli, grissini, schiacciate, di quelli potrei mangiarne migliaia.

Una preparazione molto soffice, questo è l’aspetto, oltre al gusto che ho preferito, a Milano il pane diventa subito una suola di scarpe, c’è tanta umidità e una pessima aria, già il giorno dopo spesso è immangiabile, speravo che questo fosse soffice, confesso che prima non lo sapevo, non mangiando pane spesso non lo preparo quasi mai.

Scappo, è un periodo molto molto intenso, ogni giorno una sorpresa, una novità, giuro, tendenzialmente positive, a parte qualche imprevisto tipo trovare la macchina con la batteria completamente scarica, sono molto stanca, ho mille pensieri che mi frulla in testa, fatico a stare dietro a tutto ma sono anche contenta di questo fervore.

Buon pomeriggio.

 

pane alla pancetta e pecorino

 

Ingredienti:

500 gr di farina 00

100 gr di pecorino

12 gr di lievito di birra

acqua circa 200 ml

150 gr di pancetta affumicata a dadini

sale

2 cucchiai di olio

 

pane con pancetta e pecorino

1 In una padella antiaderente ben calda cuocete per circa 5 minuti i dadini di pancetta, non aggiungete olio, scolateli su un foglio di carta assorbente.

2 Nella planetaria o su un piano da lavoro versate la farina e il pecorino.

3 Sciogliete il lievito in acqua tiepida.

4 Azionate la planetaria da 1 a salire gradualmente fino a 4, versando nel mentre il lievito sciolto a filo, vedrete a occhio se è necessario aggiungere poco alla volta altra acqua.

5 Quando la pasta comincerà a compattarsi unite l’olio, il sale e la pancetta, lavorate per dieci minuti. Se procedete manualmente seguite lo stesso ordine di passaggi. Lasciate lievitare coperto in un luogo caldo, ideale in forno con la lampadina accesa, per circa 4 ore (se avete fretta vanno bene anche 2-2.30).

6 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda ungete leggermente una teglia, disponete il composto come meglio credete rispetto alla forma, vanno bene anche panini, filoni, una treccia, cuocete per circa 35/40 minuti, sfornate e lasciate intiepidire.

Si conserva per almeno 4-5 giorni in una scatola di latta.