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Puglia: i Cinque Reali Siti

Se siete alla ricerca di un week end all’insegna del relax, la buona cucina, ottimo vino, lente passeggiate immersi nel verde senza tralasciare le bellezze artistiche, i cinque Reali siti fanno al caso vostro; un itinerario rilassante, da vivere senza fretta godendosi tramonti splendidi, la raccolta delle olive, una visita in cantina, la parlantina accogliente degli autoctoni.

I Cinque Reali siti si trovano in provincia di Foggia, comprendono i comuni di Ordona, Orta Nova, Carapelle, Stornara e Stornarella, si tratta di un’area agricola nata verso la fine del 1700 quando i Borboni decisero di colonizzare il territorio per favorire l’incremento della popolazione e un maggior sviluppo dell’agricoltura.

Parliamo di una zona fortemente dedita all’agricoltura, alla produzione dell’olio e del vino, realtà ancorate saldamente al territorio, alle tradizioni, caratterizzata dal voler valorizzare quanto di buono offre la terra e la bellezza della natura.

Una visita che merita assolutamente è quella al Parco Archeologico di Herdonia. Si trova poco fuori Ordona (Contrada Cavallerizza), gli scavi raccontano l’antica civiltà Dauna di cui le prime tracce risalgono al Neolitico. Una guida d’eccezione ci ha accompagnato alla scoperta del sito archeologico che si estende per ventitre ettari (visitabili due), la signora Ambretta.

 

 

I resti della civiltà Dauna sono stati riscoperti intorno agli anni sessanta da un gruppo di archeologi belgi, all’interno sono visibili il Municipio Romano, la Basilica, il Macellum, le botteghe, le terme, le mura di cinta, la via Traiana punto di incontro con la via Eclanense e Venosa, tale snodo rese Herdonia un importante via commerciale.

 

 

Ambretta ci ha illustrato nel dettaglio le mura con gli affreschi, i particolari pavimenti, le colonne, quel che resta di alcune tombe, la porta principale con accanto una serie di torri, i due templi, il foro la piazza della città, un luogo immerso nel silenzio, circondato dal verde intenso che si estende a perdita d’occhio.

 

 

 

Altra tappa il Museo della Civiltà Contadina a Orta Nova, si trova all’interno del palazzo gesuitico che ospita la biblioteca, la sala conferenze e la sala mostre. All’interno del museo troverete oggetti e attrezzi utilizzati nei campi, per spremere le olive, sellare i cavalli, antiche roncole, forconi. E’ riprodotto una camera da letto e la tipica stanza adibita a cucina con una credenza colma di stoviglie, una piattaia, paioli e tanto altro.

Il museo aperto a maggio appartiene al territorio come ci spiega il Presidente, i reperti sono in parte ottenuti da donazioni, in parte sono stati raccolti e catalogati nel corso degli anni, ad oggi viene gestito da volontari che cercano di raccontare le tradizioni contadine, soprattutto alle nuove generazioni.

 

 

Per gli amanti del verde, delle passeggiate e del silenzio consiglio il bosco dell’ Incoronata. Va detto subito  che stiamo parlando della famosa Madonna dell’Incoronata citata spesso da Lino Banfi, i cultori del genere sicuramente ricordano, un luogo ameno dove regna  la pace, una ricca vegetazione e una fauna variegata.

Il bosco si trova a circa dodici chilometri da Foggia, si percorre a piedi senza alcuna difficoltà, è un itinerario adatto a chiunque, è attraversato dal fiume Cervaro, il percorso si snoda fra faggi, roverelle, cipressi, querce, eucalipti, cinghiali, lupi, corvi, diversi rapaci, gli ornitologi se lo segnino come meta interessante.

 

 

Il bosco, che si trova all’Interno del Parco Naturale dell’Incoronata, intorno al 1200 era la riserva di caccia di Federico II oltre che metà di pellegrini diretti al Santuario della Madonna dell’Incoronata. Si narra che nell’aprile del 1001 un pastore di nome Strazzacapra vide apparire la Madonna, stessa sorte toccò a un conte di Ariano Irpino.

 

 

All’interno del Santuario spicca una Madonna in legno  di noce, luogo di culto da parte di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

 

 

Esplorate i Cinque Reali Siti con calma, perdendovi fra le stradine dei paesi, comprando frutta e verdura dalle signore che vendono sull’uscio di casa, per gli amanti del genere a Stornara ammirate i trentadue murales sparsi per il paese realizzati durante la manifestazione Stramurales da artisti internazionali.

Entrate nella chiesetta di Stornarella, se sul vostro cammino incontrerete Don Rosario avrete una guida d’eccezione, fermatevi in un bar qualsiasi a bere un caffè, sicuramente troverete compagnia, osservate le case con lo stendino colmo di panni fuori dalla porta, anche in questa stagione le giornate sono piacevoli, durante le ore centrali della giornata è quasi caldo, motivo in più per camminare, osservare, annusare (arrivano profumi da ogni dove), perdersi in chiacchiere.

 

 

 

 

Prossimamente parliamo di vino, olio e cucina dei Cinque Reali Siti.

Primi

Canederli speck e zucca

canederli alla zucca e speck

Di fronte alla domanda qual è il tuo piatto preferito? In quale regione secondo te si mangia meglio? Non so mai cosa rispondere, troppi piatti e si mangia bene ovunque in Italia ma se proprio devo pensare a un podio, posso dirvi con certezza che la cucina del Trentino è presente.

Adoro lo strudel, i dolci con la cannella, le mele, le marmellate con i frutti di bosco, spesso utilizzate anche con la carne, gli spatzle, vino rosso e ginepro spesso presenti, lo speck il mio salume preferito, la carne salada ecc….mi piace tutto e non solo la cucina, è una regione che mi piace molto.

I canederli sono un piatto povero, pochi ingredienti amalgamati con il pane raffermo, tante le varianti sia rispetto all’impasto che al condimento, a me piacciono sempre, anche quelli alla barbabietola, verdura che non mi fa impazzire, gli ho mangiati in un rifugio in montagna, una vera delizia.

Non ho utilizzato le uova, solitamente presenti, sono riuscita, senza riempirli di pangrattato, ad amalgamare il composto, provate, dovete trovare la giusta consistenza, è una questione di equilibri fra umidità e ingredienti secchi, se siete in difficoltà meglio aggiungere pangrattato piuttosto che farina.

Buon week end, io vado in cerca di castagne!

 

canederli zucca e speck

 

Ingredienti:

per 4 persone, 12 palline

300 gr di pane raffermo

500 ml di latte

350 gr di zucca lessata

100 gr di speck a dadini

3/4 cucchiai di pangrattato

sale, pepe, paprica dolce

 

canerderli con zucca e speck

 

1 Ammollate il pane spezzettato nel latte per una mezzora, mescolate ogni tanto.

2 Saltate in una padella antiaderente senza olio lo speck, deve rosolarsi, ci vorranno circa 3-4 minuti, metteteli nella padella dopo averla fatta scaldare un paio di minuti.

3 Spappolate la zucca.

4 Scolate molto bene il latte, mettete in una ciotola il pane, la zucca, lo speck, il sale, pepe, la paprica, cominciate ad aggiungere poco alla volta il pangrattato, amalgamate, provate a formare una palla di circa 4 cm di diametro, deve restare compatta, omogenea, se vedete che si rompe aggiungete altro pangrattato, sempre poco alla volta fino ad ottenere una palla compatta.

Una volta pronti conditeli come preferite, io burro e salvia, cottura circa 7-8 minuti girandoli, un classico è cuocerli in brodo o con una fonduta di formaggio, con verdure, con un sugo, quelle che preferite e vi piace abbinato a zucca e speck, la cottura è sempre di qualche minuto, gli ingredienti sono già cotti quindi si tratta di far scaldare bene i canederli.

Pesce/ Primi

Zuppa di pesce e fregola

zuppa con pesce e fregola

Fregola uguale Sardegna. Una terra meravigliosa, dove si mangia benissimo, anzi divinamente, dove la natura è spettacolare, non solo il mare, dove le persone sono simpatiche, cordiali, isola di storia, cultura, arte, relax e tanto tanto altro.

Per anni a Milano non ho trovato la fregola, da un paio d’anni è presente alla Metro, quando vado ne faccio incetta per un annetto, la preparo spesso, con il pesce per me è il massimo ma è più frequente che la condisca con verdure, mozzarella, tonno, sgombro, come piatto estivo.

Questa una zuppa semplicissima, con qualche pomodoro e il classico mix di vongole, cozze, calamari, un piatto per salutare questa calda estate, i suoi profumi, la frutta e la verdura da me tanto amata, i piatti freddi e colorati, le erbe aromatiche raccolte al momento, le scorpacciate di pesce fresco, le grigliate all’aperto, il gelato.

Sono felice, a me l’autunno piace decisamente più dell’estate, sono pronta a buttarmi in questa nuova stagione godermi i primi freddi, i piatti caldi, le prime calze, dormire con la finestra chiusa, le castagne, i colori della natura che sono spettacolari, la luce particolare, una buona tazza di te’ caldo.

Buon inizio autunno e buon week end.

 

zuppa di pesce e fregola

 

Ingredienti:

per due persone

160 gr di fregola

misto di pesce 200 gr (cozze, vongole, calamari, totani, gamberi)

7-8 pomodorini

1 spicchio di aglio

olio evo

peperoncino

acqua q.b.

 

zuppa al pesce e fregola

 

1 Prendete una casseruola a bordi alti, versate due tre cucchiai di olio, lasciate scaldare un minuti poi unite lo spicchio d’aglio sbucciato e il peperoncino.

2 Dopo un minuto unite i pomodori lavati a tagliati a pezzetti e il pesce, mescolate, regolate di sale, aggiungete acqua, lasciate che si crei un brodo per circa quindici/venti minuti, se il misto di pesce è precotto occorre meno tempo, una decina di minuti.

3 Aggiungete la fregola, mescolate, lasciate cuocere per circa venti minuti.

NOTE regolatevi a gusto rispetto alla densità, se volete che sia brodosa fate un brodo più liquido se preferite che sia più asciutta basta che l’acqua copra la fregola quando la buttate in acqua, cuocendo aumenta il volume, se proprio dovesse esserci troppa acqua basta alzare la fiamma e vedrete che in pochi minuti diminuirà la presenza di acqua evaporando. Potete utilizzare il pesce che preferite, stesso discorso per le spezie o erbe aromatiche, omettere i pomodori e utilizzare un’altra verdura.

 

contorni

Farinata

farinata

Una ricetta famosissima e molto semplice da realizzare, la farinata! Originaria della Liguria, viene preparata anche in altre zone di Italia con altri nomi, se amate i ceci non potete non amarla.

Sto cercando di terminare le farina prima del caldo, quella di ceci stazionava da un po’ in dispensa, avevo pensato alle crepes ma non avevo il latte e onestamente non avevo troppa voglia, mi sono messa a pensare a una ricetta molto veloce, più semplice di questa non saprei proprio cosa ci sia.

A  me ricorda tanto l’infanzia, le estati al mare, la prendeva mia nonna, ci si litigava l’ultimo pezzo, la associo subito alle mie trasferte liguri in giovane età, i pranzi in spiaggia, la coda dal panettiere per questa e la focaccia, la mano unta mentre la mangi, il sole a picco, il suo profumo mentre cuoce.

Che bei ricordi, a volte è bello perdersi nei proprio pensieri e vedere scorrere di fronte a se’ tante istantanee del passato, buon fine settimana.

 

farinata

Ingredienti:

per una teglia diametro 28 cm

200 gr di farina di ceci

600 ml di acqua

sale

olio

1 Versate in una ciotola capiente la farina, aggiungete poco alla volta l’acqua mescolando con frustra, lavorate con energia per evitare che si formino grumi, dovrete ottenere una sorta di pastella liquida.

2 Unite il sale e due tre cucchiai di olio, coprite e fate riposare qualche ora, io cinque.

3 Ungete con l’olio una teglia, versate il composto e infornate in forno caldo a 220 gradi per circa 30 minuti, deve risultare ben dorata.

 

farinata

Primi

Strangozzi con pesto di fave e salsiccia

strangozzi con pesto di fave e salsiccia

Per chi non li conosce, gli strangozzi sono una formato di pasta tipico dell’Umbria, se non li avete mai provato in loco si trovano anche nei maggiori supermercati, come le ciriole altro formato di pasta umbro che mi piace parecchio.

Che io ami alla follia l’Umbria credo si sia ormai capito, quando ho visto al supermercato questi due tipi di pasta ne ho fatto scorta, il caso vuole anche che conosca chi li produce, lo stabilimento si trova in un piccolo paese all’inizio della Valnerina, a pochi chilometri da Terni.

Un pesto da preparare come preferite, io solo aglio, olio e parmigiano, niente frutta secca, si prepara davvero in un attimo con le fave fresche appena lessate, condisce bene la pasta, la rende cremosa come piace a me.

Un venerdì che non profuma di week end, o meglio sarà un grande week end ma a me tocca anche lavorare, chiudermi in cucina da oggi fino a domenica a pranzo, settimana prossima vi svelo cosa bolle in pentola, intanto mi preparo a una full immersion di impasti, pirottini, torte a strati, pasta all’uovo da tirare, creme, ecc….Buon fine settimana.

 

strangozzi pesto di fave e salsiccia

Ingredienti:

per due persone

160 gr di strangozzi

150 gr di fave fresche

1 spicchio di aglio

80 gr di parmigiano grattugiato circa

olio q.b.

1 salsiccia circa 80 gr

sale

 

strangozzi con pesto di fave e salsiccia

1 Preparate il pesto mettendo le fave nel mixer con l’aglio sbucciato e tagliato a pezzetti, mentre frullate aggiungete a filo l’olio, la consistenza varia a seconda del vostro gusto, se lo volete liquido aggiungete olio se lo volete denso versatene poco alla volta e regolatevi con il parmigiano, le cui dosi possono variare, potete cominciare a mettere un cucchiaio, assaggiare e regolarvi di conseguenza, regolate di sale.

2 Spellate la salsiccia, tagliatela a pezzetti grossolanamente, saltate in padella senza aggiunta di olio per circa 7-8 minuti, deve risultare rosolate.

3 Scolate la pasta e condite con il pesto e la salsiccia.

colazioni salate/ contorni/ Lievitati

Pizza umbra

pizza umbra

Puristi della tradizione, umbri all’ascolto, maniaci della precisione, lo so, lo so, lo so, non è questa la forma tradizionale della pizza umbra, non avevo lo stampo giusto, verrebbe da dire il risultato non cambia, vero, quanto meno in termini di sapore.

Vero anche che messa così verrebbero stravolte migliaia di ricette che si connotano anche per la forma, vedi un cannolo siciliano, un panettone, i muffin, un hamburger ecc….sorvoliamo e pensiamo alla bontà di questa pizza.

Un profumo divino già in forno, dopo la tentazione di addentarla subito, quella crosticina in superficie, quel tripudio di formaggi, a me se non fosse chiaro, piace da matti. Ho preso una ricetta a caso dal web, so che ne esistono diverse versioni, con formaggi differenti, l’utilizzo dello strutto, dei salumi ecc….per essere la prima volta che la faccio e avendo deciso ieri direi che sono soddisfatta.

Le foto sono ruspanti, molto caserecce nello stile, con tutte quelle briciole che non dovrebbero vedersi, poco set, tanta fretta di addentare, ne ho fatte diverse ma alla fine mi sono piaciute queste un po’ se vogliamo disordinate, poco da food blogger.

Buona Pasqua a tutti!

 

pizza umbra

Ingredienti:

500 gr di farina

4 uova

1 bicchiere di latte

1 bicchiere di olio

100 gr di pecorino grattugiato

150 gr di parmigiano grattugiato

150 gr di emmenthal

20 gr di lievito di birra fresco o secco (io secco)

sale e pepe.

 

pizza umbra

1 Mettete tutti gli ingredienti a parte l’emmenthal nella planetaria o in una ciotola, impastate fino a ottenere un composto omogeneo, disponete nello stampo, ideale sarebbe uno stampo da diciotto cm alto, se fosse basso potete metterci attorno in altezza della carta forno perchè contenga la lievitazione. Altrimenti utilizzate uno stampo qualsiasi che sia un po’ alto perchè cresce.

2 Disponete l’emmenthal tagliato a cubetti nell’impasto con le dita. Coprite e fate lievitare almeno due ore coperto.

3 Accendete il forno alla massima potenza, lasciate che si scaldi bene poi scendete a 190 gradi, infornate, nello stampo a silicone che ho usato non ho imburrato se ne utilizzate uno di alluminio, imburratelo, cuocete per circa 40-45 minuti, deve risultare ben dorata, fate intiepidire prima di sfornare.

 

DOLCI

Zeppole di San Giuseppe

zeppole con crema pasticcera

Onestamente non avevo previsto di prepararle, a parte un pochino a Natale non riesco a stare dietro ai dolci tipici di ogni periodo o festività, domenica però mia sorella mi ha caldamente invitato a mettermi all’opera, era via con mio papà e ha detto che era stato felicissimo di mangiare le zeppole che gli ricordano la sua infanzia.

Che fai non accontenti il papà? Il giorno della sua festa? Ieri mi ci sono messa, avrei dovuto fare altro ma non importa, le mie prime zeppole, non le avevo mai fatte e temevo disastri invece tutto sommato è andata benone, ho seguito alla lettera la ricetta della mia amica Valentina del blog La ricetta che vale.

Lei è bravissima, precisa, spiega bene in modo chiaro, con il passo passo, tutte le sue ricette mi sono venute sempre al primo colpo, ammetto anche di aver avuto il lusso di consulenza telefonica in diretta per fugare i dubbi dell’ultimo momento.

La prima di altre volte, a me piacciono tantissimo e l’impasto si presta a diverse farciture, vorrei provare anche una versione salata e varie misure, spero di ricordarmene!

 

zeppole con crema pasticcera

La ricetta è la sua copiata e incollata, non ho apportato nessun cambiamento, versione fritta.

Ingredienti

250 g di farina 00
250 g di acqua
35 g di strutto
4 uova grandi
(oppure 5 o 6 piccole controllando sempre la consistenza dopo ogni aggiunta, il composto deve essere sodo, simile ad una crema pasticcera densa)
5 g di sale

olio di semi di arachide per friggere

Per la farcitura
Crema pasticcera di Luca Montersino

200 ml di latte intero fresco
50 ml di panna liquida fresca
75 g di tuorli (circa 4 tuorli, però pesate!)
75 g di zucchero semolato
9 g di amido di mais
9 g di amido di riso
mezza bacca di vaniglia Bourbon

amarene Fabbri per la finitura

zeppole con crema pasticcera

In una pentola dal fondo spesso, portate a ebollizione l’acqua con il sale e lo strutto.
Raggiunto il bollore, versate la farina in un solo colpo e, fuori dal fuoco, mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto che si presenti omogeneo e si stacchi dalle pareti della pentola. Riportate sul fuoco, cuocete ancora per qualche minuto continuando a girare e togliete dal fuoco.
Trasferite il composto nella planetaria (con la foglia) e lasciate impastare per qualche minuto facendo intiepidire bene. L’impasto non deve essere caldo al momento dell’aggiunta delle uova.
Unite le uova, una alla volta controllando sempre la consistenza del composto (che deve presentarsi come una crema pasticcera soda) e non aggiungete l’uovo successivo se il precedente non è stato ben assorbito.
Trasferite l’impasto in un sac à poche con bocchetta a stella spizzata – per me 10 mm – e formate le zeppole su una teglia ricoperta di carta forno.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti, fino a quando le zeppole non si staccano facilmente dal forno e appaiono appena dorate.
Friggete subito in olio a 170°C, non più di 4 zeppole alla volta visto che in cottura si gonfiano molto, girandole spesso. Ci vorranno 10 minuti. La temperatura dell’olio non deve aumentare altrimenti avrete zeppole esternamente cotte ma non altrettanto internamente. Controllate sempre la temperatura e se è il caso, spostate il pentolino dal fuoco per abbassarla.
Sgocciolate su carta per fritti o carta assorbente.

Diversamente dalla zeppola al forno, come ci spiega Enrica, la zeppola fritta mantiene molto meno la forma in cottura perché lo strutto rende l’impasto più delicato e le fa gonfiare parecchio.

Farcite con la crema che avrete preparato in questo modo:

In un pentolino, portate a bollore il latte con la panna e la mezza bacca di vaniglia.
Unite i tuorli precedentemente lavorati con lo zucchero e gli amidi (dovrete ottenere un composto chiaro e spumoso) e mescolate solo quando si saranno formati dei “vulcanetti”: in questo modo la montata di uova non toccherà il fondo e in un minuto, girando con una frusta, la vostra crema sarà pronta. Eliminate la bacca di vaniglia.
Coprite subito con pellicola alimentare a contatto e abbattete in freezer fino a portarla a temperatura ambiente.

Trasferite la crema in un sac à poche con bocchetta a stella e farcite le zeppole.
Terminate con una o più amarene per ogni zeppola e zucchero a velo.

Primi

Pasta alla norma

pasta alla norma siciliana

Siciliani a me, premetto che non so se questa è la versione originale, l’ho preparata in base al ricordo che ho delle paste alla norma che ho mangiato, può essere che la preparazione non sia esattamente così.

Meglio specificare per non urtare la sensibilità degli isolani ma di tutti quando si parla di piatti tipici e regionali, si sa che ognuno ha le sue teorie, la sua versione, come si suol dire paese che vai usanza che trovi.

Una pasta che più buona non ce n’è ma del resto con il fritto si va sempre sul sicuro e le melanzane sono la verdura campione del fritto, pensiamo alla parmigiana…..felicità assoluta.

Friggere ieri con il caldo non è stato il massimo ma una volta si può anche fare, ci tenevo a inserire sul blog una pasta che amo molto e che mi ricorda un bellissimo viaggio in Sicilia ormai di parecchi anni fa, una settimana in cui mangiai divinamente a costi stracciati.

Sono in partenza per il week end per cui vi lascio, buon fine settimana.

 

pasta alla norma

 

Ingredienti:

per due persone

180 gr di pasta

1 melanzana media

1 etto di datterini

1 spicchio di aglio

olio evo

olio per friggere

50 gr di ricotta salata

basilico

 

pasta siciliana alla norma

1 Lavate la melanzana, tagliatela  a pezzetti, mettete a scaldare abbondante olio per friggere in una padella antiaderente, quando l’olio è ben caldo aggiungete le melanzane, friggetele girandole di tanto in tanto fino a che risultano dorate, scolate su un foglio di carta assorbente.

2 Nel mentre in un pentolino mettete due cucchiai di olio evo, lo spicchio di aglio tagliato a fettine, lasciate soffriggere qualche istante a fuoco medio poi aggiungere i pomodori precedentemente lavata e tagliati a pezzetti, regolate di sale, lasciate cuocere una ventina di minuti, ogni tanto mescolate.

3 Preparate la pasta, quando la scolate conditela con le melanzane, il sugo di pomodori, spolverate con la ricotta salata, aggiungete il basilico.

Primi

Testaroli al pesto di agretti pomodori secchi e pinoli

testaroli con pomodori secchi pesto di agretti e pinoli

I testaroli sono un piatto che amo, un piatto tipico della Lunigiana, alta Toscana, sono cresciuta mangiandoli, la mia nonna li preparava spesso con tanto pesto e parmigiano come vuole la tradizione, negli anni ho sperimentato vari sughi.

E’ un tipo di pasta porosa, solo acqua e farina, una pastella cotta nei testi di ghisa, un impasto che cotto diviene poroso per cui assorbe bene il sugo, si intinge che è una meraviglia, motivo per cui tutti i tipi di pesto o ragu, in generale sughi cremosi o tendenti al liquido sono perfetti per condirli.

Oggi una Milano che non si intuisce, cielo che vedo dalla finestra grigio ma potrebbe uscire il sole come mettersi a piovere, del resto sono giorni che il tempo è ballerino, fa un po’ caldo e un po’ freddo, niente nuvole e nuvoloni neri, infradito e maglioncino, ombrello e maniche corte.

Da voi come è il tempo? Che fate? Buon martedì.

Ingredienti:

per due persone

180 gr di testaroli (se lo avete intero tagliatelo a rettangoli di 3×6 cm)

140 gr di agretti lessati

1 spicchio di aglio

olio evo q.b.

1 cucchiaio di parmigiano

4 pomodori secchi sott’olio

1 cucchiaio di pinoli

parmigiano grattugiato a piacere

 

testaroli con pinoli pomodori secchi e pesto di agretti

 

1 Preparate il pesto frullando gli agretti ben strizzati con il parmigiano, l’aglio, un pizzico di sale e l’olio aggiunto a filo, dovrete ottenere un composto omogeneo e mediamente denso.

2 Mettete a bollire l’acqua come per la pasta nel mentre tagliate grossolanamente i pomodori a pezzetti.

3 Cuocete i testaroli per tre minuti al massimo da quando l’acqua bolle, salatela, spegnete e lasciateli in acqua, state attenti ai tempi perchè se li lasciate troppo si spappolano.

4 Conditeli con il pesto, i pomodori, i pinoli e una spolverata di parmigiano.

Primi

Fregola con cipollotti e cozze

fregola con cipollotti e cozze

Amo la fregola da morire, in Sardegna l’ho mangiata tutti i giorni, non è niente di che ma amo quella consistenza, quel sapore, i milioni di condimenti con cui prepararla, pesce in primis.

Mi ricorda una vacanza bellissima in Sardegna, ormai quattro anni fa, tanto mare, sempre bellissimo, acqua cristallina, distese di sabbia infinita, poca gente, tanto sole, relax totale, ogni giorno una spiaggia diversa una migliore dell’altra.

Pesce a gogo, tutti i giorni, costi ridicoli rispetto a Milano, grigliate, fritture, anche un semplice branzino ai ferri o al sole, una goduria infinita, mamma mia che ricordi quei piattoni di pesce, mai mangiato così tanto in una settimana.

La Sardegna è splendida, selvaggia, intensa, solitaria, tanta natura, tanto mare, tanto verde, se eviti i luoghi mondani, richiamo dei turisti, è fantastica, silenzio, sole, arte, mare, cordialità, paesini, colline, scorci meravigliosi.

Dopo questo inno alla terra sarda, vi auguro un felice week end!

 

fregola con i cipollotti e cozze

 

Ingredienti:

per due persone

200 gr di fregola

500 ml di brodo di pesce

5-6 cipollotti medi

100 gr di cozze (senza guscio)

olio evo

sale pepe

1 Mettete a bollire l’acqua per il brodo che potete preparare o con i preparati o con lische di pesce e alcuni pesci.

2 Pulite il cipollotto, tagliatelo a rondelle, prendete una padella versatevi due cucchiai abbondanti di olio, dopo un minuto aggiungete il cipollotto, fatelo cuocere per circa cinque minuti poi versate mezzo mestolo di brodo e fate cuocere per altri 10 minuti.

3 Unite la fregola al cipollotto, bagnate bene interamente con il brodo, restate in zona perchè si asciuga molto rapidamente, ogni tanto mescolate e se necessario unite altro brodo, dovrebbe essere pronte in circa 15 minuti ma sulla confezione troverete istruzioni in base a quanto è fine, gli ultimi cinque minuti unite le cozze, mescolate, regolate di sale e pepe, servite.

 

fregola con cozze e cipollotti