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Regionale

DOLCI

Ciaramicola

Chi mi conosce di persona, chi mi segue da tempo, chi legge ogni tanto queste pagine sa che amo profondamente l’Umbria. 

La ciaramicola è un dolce tipico di questo periodo perugina ma di tutta l’Umbria, si riconosce subito dal colore e dalla meringa cosparsa di zuccherini. Un dolce da tutto, colazione, merenda, fine pasto, da pic nic, la meringa resta immobile per cui tranquilli potete portarla da amici, in gita ecc…

Un dolce che ho preparato più per provare e per affetto che per il gusto, mi piace ma non rientra fra il mio genere di dolce, non mi piacciono tanto gli zuccherini e anche la meringa cotta in questo modo non mi entusiasma. Ammetto anche che in Umbria per quanto mi riguarda stravince il salato rispetto al dolce.

Utilizzano, come in altre regioni del centro Italia, tanta frutta secca, fichi, uva passa, uvetta, miele, tutti ingredienti che mangio ma non ne vado matta, troppo dolci, penso alla rocciata, al torciglione, al torcolo dolce da colazione, tipo ciambella, buoni ma vuoi mettere con un dolce al cioccolato, una cheese cake o una cassata? 

Comunque sia ci tenevo a provarla perchè l’avevo assaggiata solo un paio di volte ma mai fatta, inoltre la ricetta è presente sul mio libro Il profumo dei campi, realizzata dalle mie amiche perugine del blog Pancetta Bistrot, prima o poi provo tutte le ricette delle amiche blogger, ricette con cui han contribuito alla realizzazione del libro.

Non mi resta che augurarvi buona Pasqua!

Ingredienti:

per la torta:

350 gr di farina

175 gr di zucchero

70 gr di burro

75 ml di alchermes

2 uova + 1 tuorlo

la buccia di un limone non trattato

1 bustina di lievito per dolci

per la meringa:

2 albumi

160 gr di zucchero a velo

qualche goccia di succo di limone

zuccherini colorati

1 Sbattete le uova con lo zucchero.

2 Aggiungete il burro morbido, sbattete fino ad amalgamare.

3 Unite la buccia del limone grattugiata, unite l’alchermes mescolate bene.

4 Unite la farina e il lievito setacciate, amalgamate fino a ottenere un composto omogeneo e uniforme.

5 Accendete il forno a 170 gradi, mentre si scalda imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (io piccolo non lo avevo), va bene intorno ai 22 cm, versate il composto, infornate per circa 45/50 minuti, inserite lo stuzzicadenti per verificare se è ben cotto, lasciate riposare un paio d’ore.

6 Estraete la torta, adagiatela su una teglia da forno, accendete di nuovo il forno a 90 gradi.

7 Preparate la meringa, versate gli albumi con qualche goccia di limone in una ciotola capiente o nella planetaria, iniziate a sbattere, unite poco alla volta lo zucchero a velo, sarà pronta quando diviene lucida e ben ferma, io ho impiegato circa 8-9 minuti.

8 Spalmate la meringa sulla torta creando come dei ciuffi, cospargete di zuccherini, infornate per venti minuti, sfornate e lasciate raffreddare.

 

Antipasti/ contorni/ Lievitati

Casatiello

Un classicone della cucina campana, ricco, profumato, corposo, direi sontuoso.

E’ la prima volta che lo preparo e sono davvero entusiasta e contenta, temevo alcuni passeggi, a cominciare dall’impasto, invece penso di essermela cavata, certo mi manca il giudizio di un vero intenditore della materia, mi accontento della famiglia che ha ampiamente promosso.

Una preparazione tipica del periodo pasquale, un contorno, piatto unico o antipasto che sulla tavola di Pasqua fa la sua bellissima figura, da solo, come pane o accompagnato da verdure, anche salumi e formaggi che perà sono già presenti all’interno.

La prima cosa che mi viene in mente quando lo penso è che si tratti di una ricetta conviviale, profuma di pic nic, ritrovi in famiglia, pranzi abbondanti con amici, relax, spensieratezza, prime giornate di sole, all’aperto, ispira allegria, chiacchiere, famiglia.

Preparatelo, è un consiglio molto molto sentito.

Ingredienti:

Per l’impasto:

  • 600 gr di farina manitoba 
  • 330 gr di acqua
  • 10 gr di lievito di birra fresco 
  • 140 gr di strutto morbido 
  • 10 gr di sale
  • 1 cucchiaio di pepe

Per il ripieno:

  • 120 gr di provolone dolce
  • 50 gr di caciocavallo (oppure scamorza)
  • 120 gr di salame tipo napoli 
  • 50 gr di pancetta dolce
  • 40 gr di pecorino
  • 1 cucchiaino di pepe nero macinato

Per completare:

  • 4  uova 
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di latte

 

 1 Realizzate un pre impasto con 95 gr di farina (presa dal totale), 100 gr di acqua (presa dal totale) e il lievito. Con l’aiuto di una planetaria o delle fruste elettriche, mescolate gli ingredienti fino ad ottenere una crema liscia e priva di grumi,  coprite la ciotola con una pellicola e lasciate lievitare ad una temperatura di 26 °- 28°  fino al raddoppio. Occorreranno circa 30 – 40 minuti.

2 Versate nel pre impasto lievitato, la farina e l’acqua, fate qualche giro con la planetaria o impastatrice; oppure impastate a mano. L’impasto risulterà piuttosto compatto. Lasciate lavorare a velocità medio – alta fino a quando il composto non attacca più al cestello ma si aggrappa alla foglia (frusta K).

3 Aggiungete lo strutto morbido a temperatura ambiente poco alla volta.

4 Fate fare qualche giro all’impastatrice, prima velocità media poi alta e solo quando i primi pezzetti di strutto si sono assorbiti completamente, spegnete la macchina, rovesciate l’impasto prendetelo tra le mani, pirlate : portate l’eccesso di impasto verso il basso per ottenere una superficie liscia a forma di palla.

5 Riponete l’impasto in planetaria, inserite qualche altro pezzettino di strutto e ripetete l’operazione di incordatura e pirlatura fino a terminare lo strutto. Aggiungete il sale, lasciate lavorare finché non è completamente assorbito  e aggiungete il pepe, lasciate assorbire completamente all’impasto.

6 Sostituite la frusta k con quella ad uncino e completate la fase di incordatura  ad alta velocità, alternando pause in cui rovescerete l’impasto. L’impasto finale è pronto quando risulta ben incordato  e non si attacca alle pareti del cestello. (Ci vorranno dai 10 ai 20 minuti a seconda dello strumento che state utilizzando).

7 Formate una palla con il metodo spiegato sopra e ungete di strutto una ciotola piuttosto capiente, sigillate la ciotola con una pellicola e ponete il panetto a lievitare ad una temperatura di 26° – 28° lontano da correnti d’aria.  Lasciate lievitare per tre ore.

8 Rompete la lievitazione e rovesciate l’impasto direttamente su un piano di lavoro piuttosto ampio, con le dita delle mani allargate delicatamente gli estremi dell’impasto e  piegate a portafoglio: prima il lembo destro e sopra il lembo sinistro.

9 Togliete  un pezzetto di impasto  (circa 30 gr)  ponete da parte. Servirà per realizzare le strisce sulle uova.  Lasciate riposare l’impasto 30 minuti

10 Utilizzate   un matterello di legno piuttosto lungo e iniziate a stendere l’impasto piegato, molto delicatamente, allungandolo in avanti. Dovrete ottenere una sfoglia piuttosto lunga e larga circa 25 – 30 cm dello spessore di 1 cm.

11 Adagiate dapprima la metà del pecorino grattugiato su tutta la sfoglia, aggiungete salumi e formaggi scelti che avrete precedentemente tirato fuori dal frigo e tagliato a cubetti, cospargete di una generosa macinata di pepe, completate con il restante pecorino grattugiato.

12 Arrotolate,  non troppo stretto, partendo dalla parte larga, quella alla vostra destra, fino ad ottenere un salame/cilindro . Chiudete molto bene, chiusura  sul fondo.

13 Ungete con lo strutto una teglia forma ciambella, meglio stampo a cerniera. Adagiate il casatiello all’interno.

14 Stendete la pallina d’impasto messa da parte,  ad uno spesso di circa 4 mm circa e tagliate con un coltello affilato delle piccole strisce di 5-6 mm ciascuna. Calcolate 2 strisce per ogni uovo che intendete adagiare sul vostro lievitato.

15 Adagiate solo leggermente le uova nella ciambella, giusto per tenerle ferme,  formate una croce, con le strisce d’ impasto precedentemente realizzate. Procedete con l’ultima lievitazione,  temperatura di 26 ° – 28°  per circa 2 h – 2 h e mezzo fino a quando il vostro Casatiello non avrà raddoppiato il suo volume, appare bello gonfio.

16 Pennellate la superficie con tuorlo e latte a temperatura ambiente. Riscaldate il forno a 200° per poi abbassarlo a 180°  e cuocete  per circa 45′, forno statico e ponete il Casatiello nella parte medio – bassa del forno. Controllate di tanto in tanto la cottura ( non prima dei 30′ ) e fate sempre la prova stecchino prima di tirare fuori. Sfornate, lasciate raffreddare in teglia per almeno 1 h.

DOLCI

Crescionda spoletina

La mia regione del cuore non è quella in cui vivo che a dirla tutta mi piace ma non ho mai nutrito un amore sentito, forte, coinvolgente, bensì l’Umbria! Dirvi perchè oltre a richiedere ore è in parte scontato, trovatemi una persona che non ami l’Umbria con le sue verdi colline, la sua cucina semplice e gustosa, i vini, i piccoli borghi, i paesini uno più bello dell’altro.

I dolci umbri non mi entusiasmano, buoni ma niente di che, non amo uva passa, canditi, uvetta, ingredienti che utilizzano parecchio, vedi il panpepato ternano, il torcolo, la rocciata, il torciglione, c’è un dolce però che amo moltissimo, che è totalmente in linea con le mie corde.

La crescionda, tipico del periodo di Carnevale, quindi attualmente fuori tema ma se un piatto è buono lo si mangia sempre volentieri, casa che vai ricetta che trovi, tipico dei piatti tradizionali. Lo dico onde evitare che un umbro doc mi dica che questa non è la ricetta tradizionale, potrebbe anche essere, me l’ha data la mamma di una conoscente umbra e l’ho provata.

Per me pura poesia, dove sono presenti cannella, cioccolato e amaretti c’è la felicità, tre sapori che amo tantissimo, che si sposano alla grande e non mi stancano mai, potrei davvero farmi fuori mezza torta senza problemi e l’altra metà portatela via che è meglio.

Con questa dichiarazione di amore corro a iniziare questo mercoledì pieno di cose da fare, progetti da definire, buona giornata.

 

crescionda spoletina

 

Ingredienti:

3 uova

100 gr di zucchero

un cucchiaino di cannella

20 gr di cacao amaro

200 gr di cioccolato fondente

100 gr di amaretti

80 gr di farina

500 ml di latte

 

crescionda spoletina

 

1 In una ciotola sbattete le uova e lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

2 Unite la cannella e il cacao, amalgamate.

3 Tritate il cioccolato prima e dopo (non insieme) gli amaretti.

4 Unite il cioccolato al composto, mescolate.

5 Unite la farina e gli amaretti tritati, amalgamate fino a ottenere un composto omogeneo.

6 Accendete il forno a 180 gradi ventilato, mentre si scalda unite a filo il latte, mescolate, il composto sarà piuttosto liquido.

7 Coprite una pirofila o una tortiera a cerniera con la carta forno, fate aderire bene i bordi, versate il composto, infornate per 45 minuti, prima di sfornare muovete delicatamente lo stampo, se al centro vedete che il composto risulta ancora liquido, lasciate in forno una decina di minuti, sfornate, lasciate raffreddare del tutto, se la tenete in frigorifero una notte, il giorno dopo sarà ancora più buona.

 

Lievitati

Focaccia dolce alessandrina

focaccia dolce alessandrina

Dopo tanto tempo torno allo scambio di ricette con altre amiche blogger, nei mesi precedenti sono stata molto assorbita dal libro per cui ho evitato di prendere impegni che temevo di non poter assolvere.

Adesso che sono a casa e tempo ne ho mi cimento di nuovo volentieri nel preparare una ricetta del blog di un’amica blogger; nel mio caso stiamo parlando di Francesca del blog Maccaroni Reflex.

Un blog dove potete trovare un po’ di tutto dai dolci agli arrosti, dai lievitati a piatti regionali piemontesi (come lei) e non, se si siete appassionati di piatti tipici e del territorio il suo blog è perfetto per voi, ama raccontare storie e tradizioni legate a un piatto.

Ho scelto di preparare la focaccia sapendo per certo che l’avrei amata alla follia, la ricetta che vi lascio è la sua che ho seguito alla lettera per cui la copio e incollo, sembra che i bordi siano croccanti invece rimane morbida, mi sono dovuta arrangiare con un mix di farine per questo appare un pochino diversa dall’originale, come gusto e bontà non cambia niente.

Per quanto le giornate sembrano tutte uguali, vi auguro un sereno week end, a tutti ma soprattutto a chi sta lavorando in questo periodo.

 

focaccia dolce alessandrina

Ingredienti

  • 450 g di farina “0”
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 bustina di lievito di birra in polvere Mastro Fornaio
  • mezzo bicchiere d’acqua tiepida
  • mezzo bicchiere di latte tiepido
  • olio extravergine
  • sale

Per la copertura di zucchero:

  • 100 g di zucchero
  • mezzo bicchiere d’acqua
  • 3 cucchiai di olio extravergine

Istruzioni

  • In una terrina capiente versate la farina, lo zucchero, un cucchiaino di sale, il lievito in polvere e l’acqua tiepida. Incominciate a mescolare con un cucchiaio di legno, aggiungete il latte e continuate a mescolare a mano, fino a ottenere un impasto elastico ma abbastanza morbido. Ci vorranno 10 minuti circa.
  • Lasciate lievitare l’impasto, coperto da un canovaccio, per un’ora in un luogo tiepido. Passata un’ora, stendete l’impasto con le mani sulla placca del forno, ricoperta di carta da forno unta con un po’ d’olio.
  • Mentre si stende la pasta, con le dita fare i classici ‘buchi’ della focaccia, che verranno poi ricoperti di zucchero. Una volta stesa, mescolate mezzo bicchiere d’acqua con 2 o 3 cucchiai d’olio e versate questo liquido sulla focaccia distribuendolo bene con le mani: deve formarsi un po’ di acquetta ma non preoccupatevi, asciugherà in cottura.
  • Distribuite lo zucchero uniformemente su tutta la focaccia e infornate a 200-250° in forno ventilato per 15-20 minuti.
  • Togliere dal forno la focaccia e lasciate intiepidire prima di tagliarla e servirla. Dovrà essere umida e appiccicosa.
contorni/ Lievitati/ verdure

Cassoni con erbette e ricotta

cassoni alle erbette e ricotta

Le foto non rendono giustizia al piatto, ammetto di avere poca voglia di pensare al set, le foto, già non sono un fenomeno normalmente figurati ora in cui l’umore non è dei migliori.

I cassoni sono tipici della Romagna, l’idea l’ho vista dalle stories su Instagram di Manuela  che sicuramente tanti conoscono per le sue meravigliose foto, non solo sul suo blog e sui social ma anche sulla rivista Ci Piace.

Avevo tutto, soprattutto la farina integrale cercavo un modo per utilizzarla perchè non ne vado matta, mi piace ma la uso di rado, questa ricetta essendo realizzata interamente con farina integrale faceva al caso mio.

Idea semplicissima, veloce da preparare, dovete solo mettere in conto il tempo di riposo della pasta, sul ripieno potete sbizzarrirvi, da salumi a formaggi, da creme a verdure ecc…ovviamente anche versione dolce con marmellata o crema al cioccolato, pistacchi ecc….

Spero di avervi lasciato un’idea carina, diversa dal solito, piuttosto semplice da realizzare.

 

cassoni con erbette e ricotta

 

Ingredienti:

per sei cassoni

500 gr di farina integrale

45 ml di olio

200 ml di acqua calda non bollente

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di lievito per torte salate

un mazzo di erbette

250 gr di ricotta

sale e pepe

 

cassoni con erbette e ricotta

 

1 Mettete nella planetaria la farina, il sale, il lievito, l’olio e l’acqua, lavorate per cinque minuti fino a ottenere una pasta compatta e omogenea. Fate riposare coperta per due ore.

2 Mentre riposa lessate le erbette (potete anche saltare con aglio olio), frullatele con la ricotta sale e pepe. Se volete potete aggiungere del parmigiano.

3 Dividete la pasta in sei panetti dello stesso peso, la mia pasta pesava 800 gr quindi sei panetti da 135 gr, fate riposare un’altra mezzora.

4 Stendete una pallina con le mani poi con il mattarello datele una forma tonda, altezza 2 mm, farcite con un cucchiaio di ripieno, ripiegate la pasta su stessa formando una mezza luna, schiacciate il bordo con una forchetta, con i rebbi, bucherellateli con la forchetta.

5 Proseguite nello stesso modo per tutti i cassoni, scaldate molto bene una padella antiaderente o una piastra, cuocete un cassone alla volta fino a che non sarà ben dorato da entrambe le parti, circa 7-8 minuti.

Antipasti

Zeppole alla calabrese

zeppole calabresi

Una ricetta di una bontà esagerata, come tutto il fritto del resto.

Niente cuori, è un tripudio ovunque di cuore, onestamente che noia, molto meglio tornare a casa e trovare un piatto di zeppole con diverse farciture, un bicchiere di vino e farsi due chiacchiere rilassati, senza tanti fronzoli, decorazioni, orpelli.

Questo impasto è meraviglioso, molto soffice, profumato, ne è avanzato un po’ e ho preparato una teglia divisa a metà fra pizza e focaccia, eccellente, si conserva bene proprio perchè tanto soffice.

Sul ripieno sbizzarritevi, pomodori secchi, olive, formaggi vari, tonno, verdure, salsiccia, salumi in dadini o pezzetti, quello che volete, anche mix tipo mozzarella e acciughe, pomodori secchi e olive, ecc…l’importante è chiuderle molto bene.

Siamo a metà febbraio…aiuto! Il tempo vola, inesorabile e a me sembra ieri Natale!  Mentre ripenso a questo mese e mezzo vi auguro buona giornata e buon fine settimana.

 

zeppole calabresi

 

Ingredienti:

350 gr di farina

150 gr di semola

1 patata e mezzo (due piccole)

12 gr di lievito di birra

sale

olio per friggere

due tre fette di caciocavallo

sei, sette filetti di acciughe

2 cucchiai di ‘nduja

 

zeppole alla calabrese

 

1 Nella planetaria radunate le farine, le patate precedentemente lessate e schiacciate.

2 Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere d’acqua tiepida.

3 Azionate la planetaria nel mentre versate a filo l’acqua, ne occorrerà altra da aggiungere poco alla volta man mano che l’impasto si compatta, velocità media, impastate per dieci minuti abbondanti nel mentre unite il sale.

4 Trasferite in una ciotola, coprite, lasciate riposare almeno tre ore, l’impasto deve triplicare.

5 Tagliate il formaggio a cubetti, le acciughe in pezzetti.

6 Verste abbondante olio in una padella antiaderente, mentre si scalda ungetevi le mani, prendete un pezzetto di pasta grande come una noce all’interno mettete o un cubetto di formaggio o un pezzo di acciuga o meno di mezzo cucchiaino di ‘nduja, chiudete il ripieno all’interno lavorando la pallina con le mani.

7 Procedete nello stesso modo fino al termine dell’impasto, cuocete circa tre minuti per lato, dovranno risultare ben dorate. Non fate palline troppo grandi perchè in cottura aumenta il volume, servite subito calde.

DOLCI

Pasticciotto pugliese

pasticciotto

Pugliesi chiedo comprensione, guardi in rete o chiedi alla tua amica pugliese doc  o all’amica di tua mamma ecc…e ognuno ti spaccia la sua come la ricetta originale del pasticciotto.

Ne ho scelta una che mi piaceva, chiedo perdono a chi sicuramente non sarà d’accordo perchè qualcuno mette lo strutto, qualcuno no, c’è chi parla di crema pasticcera chi di crema in generale, la pasta tema complicato, spennellare la superficie o meno anche ecc…

Paese che vai ricetta che trovi, quel che è certo è che si chiama pugliese, che è tipico della provincia di Lecce ed è nato a Galatina, su questo siamo tutti d’accordo come sulla sua eccelsa bontà!

Per me divino nella sua semplictà, il mix perfetto fra croccante e cremoso, pasta frolla più crema, mettici le amarene che per me sono un valore aggiunto notevole, trovo che sia un dolce fantastico, da preparare con moderazione onde evitare indigestione.

Venerdì……sentite le trombe che danno il via al week end? Io si, forte e chiaro, una settimana di alti e bassi, con qualche picco positivo, qualche momento di confusione, due decisioni importanti prese, un po’ di sconforto, insomma montagne russe, questo week end spero di riposarmi e lo auguro anche a voi.

 

pasticciotto

 

Ingredienti:

per la frolla:

300 gr farina

120 gr strutto

2 tuorli

175 gr zucchero

un pizzico di sale

per la crema:

4 tuorli

200 gr zucchero

50 gr amido di mais

600 ml latte

amarene

farina per stendere la pasta

 

pasticciotto

 

1 Preparate la frolla lavorando insieme tutti gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo e compatto, fate riposare in frigo per mezzora.

2 Preparate la crema, prendete una casseruola a sponde alte, versateci i 4 tuorli con lo zucchero, mescolate con energia, setacciate l’amido e unitelo poco alla volta mescolando, il composto andrà ad addensarsi.

3 Unite al composto qualche cucchiaio di latte, mescolate, dovrete ottenere un composto denso ma che si mescola bene, soprattutto omogeneo, senza grumi.

4 Accendete il fuoco medio/basso, versate il latte e mescolate, continuate fino a che la crema non sarà pronta, circa una decina scarsa di minuti, sarà pronta quando cominciano a formarsi delle bolle (il latte potete scaldarlo prima per velocizzare il tutto, se è già caldo in pochi minuti la crema sarà pronta). Lasciatela raffreddare.

5 Prendete gli stampini ungeteli di burro, stendete la pasta con il mattarello 5 mm su un piano infarinato, tagliatela a pezzi poco più grandi dello stampo (mettete lo stampo sulla pasta e calcolate un centimetro in più), stendetela con le mani modellandola perchè aderisca bene e copra tutta la superficie, quella in eccesso scartatela.

6 Riempite gli stampi con un cucchiaio abbondante di crema, io ho messo due tre amarene (se le mettete scolatele bene dal succo), potete optare secondo i vostri gusti, con la pasta che vi sarà rimasta stendetela di nuovo, sempre 5 mm, in questo caso ritagliate la forma esatta di uno stampo (appoggiatelo sopra e con un coltello tagliate la forma), adagiatela sopra il singolo stampino facendo aderire bene alla pasta sotto. Dovrete farlo con le mani facendo delle leggere pressioni perchè aderisca.

7 Mettete in frigorifero per un’ora.

8 Accendete il forno a 180 gradi, una volta ben caldo infornate per 40 minuti, la superficie dovrà risultare dorata, sfornate e lasciate raffreddare del tutto, se avete imburrato bene gli stampi capovolgendoli dovrebbero staccarsi senza problemi, altrimenti aiutatevi con un coltello facendo leggera pressione sui bordi.

Patate/ Primi

Pasta patate e provola

pasta patate e provola

Amici campani siate indulgenti! Ho cercato in rete e su alcuni libri esistono varie versioni, immagino che ognuno abbia la sua di famiglia tramandata da generazioni e generazioni.

Con pancetta o senza, con croste di parmigiano o senza, con pasta avanzata o pasta piccola o pasta a piacere, con provola o senza, con soffritto diverso ecc….alla fine ho scelto in base ai miei gusti e a quello che avevo in casa. Una signora pasta, calda, avvolgente, corposa, saporita, con quei fili di provola che mettono il buon umore.

Sono in una fase dove vorrei cucinare tutto il giorno, sperimentare, provare nuovi impasti, nuovi abbinamenti, ho migliaia di ricette da provare, passerei le giornate in cucina ma poi chi mangia tutto quel ben di Dio? Come lo conservo?Dove lo metto? E dove trovo il tempo?

Mi sono accontentata di trascorrere la domenica preparando tre ricette, una la vedrete a breve, l’altra non l’ho fotografata, era un esperimento, buono da rivedere perchè non mi pare fosse come l’originale che vedevo in foto.

Bando alle chiacchiere mettiamoci a lavorare, buona giornata.

 

pasta patate e provola

 

Ingredienti:

per 4 persone

160 gr di pasta corta o un mix

500 gr di patate (pesate già sbucciate)

80 gr di cipolla bianca

80 gr di carote

100 gr di pomodorini ciliegia o pachino

80 gr di sedano

4 cucchiai di olio extravergine

sale (se necessario)

2 -3 croste di parmigiano o grana (facoltativo)

100 gr di provola fresca affumicata

 

1 Preparate il soffritto, lavando e tagliando della stessa grandezza sedano, carote, cipolla e infine i pomodorini.

2 In una casseruola a sponde medio/alte, versate l’olio, fiamma media, dopo un minuto aggiungete le verdure, lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto per cinque minuti.

3 Sbucciate le patate e tagliatele a pezzetti della stessa grandezza, non troppo piccoli, non devono spappolarsi in cottura.

4 Aggiungete le patate alle verdure, mescolate per un paio di minuti, dopo aggiungete due bicchieri di acqua e il sale, portate a bollore, lasciate cuocere per circa 40 minuti, fiamma bassa, le patate e le verdure devono essere coperte dall’acqua (appena poco sopra). Mescolate lentamente di tanto in tanto.

5 Aggiungete le croste del Parmigiano e un altro bicchiere d’acqua, una volta che bolle buttate la pasta, mescolate, la pasta si cuoce a fuoco medio direttamente nel condimento asciugandosi, dovrete ottenere una consistenza cremosa, la pasta deve essere cotta al dente o giusta (no scotta).

6 Spegnete il fuoco e aggiungete la provola a pezzettini, mescolate bene, servite.

Primi/ verdure

Canederli broccoli e speck

canederli broccoli e speck

Amore grande per i canederli, in generale per la cucina del Trentino, per me una delle migliori in Italia, anche se va detto nel nostro paese si mangia bene ovunque.

L’idea dei broccoli è stata casuale, ne avevo tanti  e volevo smaltirli. Di solito li adoro nella pasta con aglio, olio, peperoncino e acciughe ma avrei dovuto ingerire piatti e piatti di pasta per cui cercavo idee alternative. Complice un surgelatore colmo di pane da smaltire ecco i canederli.

Non ci avevo mai pensato prima, li ho mangiati classici, in brodo, agli spinaci, alla barbabietola ma  con altre verdure mai, a pensarci bene si possono preparare con molteplici verdure, tutte quelle che possono diventare purea quindi zucchine, zucca, melanzane, cavolfiore, sedano rapa, erbette ecc….

Buon lunedì a tutti, settimana come sempre piena di cose da fare, realizzare, costruire, sembra che io sia super dinamica, attiva, impegnata, invece devo impormelo, di mio tendo a impigrirmi, a volte a rimandare, cerco di darmi la sveglia da sola.

 

canederli con broccoli e speck

 

Ingredienti:

per 4 persone, 12 palline

300 gr di pane raffermo

500 ml di latte

250 gr di broccoli cotti al vapore

100 gr di speck a dadini

2/3 cucchiai di pangrattato

sale, pepe

1 Ammollate il pane spezzettato nel latte per una mezzora, mescolate ogni tanto.

2 Saltate in una padella antiaderente senza olio lo speck, deve rosolarsi, ci vorranno circa 3-4 minuti, metteteli nella padella dopo averla fatta scaldare un paio di minuti.

3 Spappolate i broccoli fino a ottenere una purea.

4 Scolate molto bene il latte, mettete in una ciotola il pane, i broccoli, lo speck, il sale, pepe, cominciate ad aggiungere poco alla volta il pangrattato, amalgamate, provate a formare una palla di circa 4 cm di diametro, deve restare compatta, omogenea, se vedete che si rompe aggiungete altro pangrattato, sempre poco alla volta fino ad ottenere una palla compatta.

Una volta pronti conditeli come preferite, io burro e salvia, cottura circa 7-8 minuti girandoli, un classico è cuocerli in brodo o con una fonduta di formaggio, con verdure, con un sugo, quelle che preferite e vi piace,  la cottura è sempre di qualche minuto, gli ingredienti sono già cotti quindi si tratta di far scaldare bene i canederli.

Senza categoria/ Travel

Puglia: i Cinque Reali Siti

Se siete alla ricerca di un week end all’insegna del relax, la buona cucina, ottimo vino, lente passeggiate immersi nel verde senza tralasciare le bellezze artistiche, i cinque Reali siti fanno al caso vostro; un itinerario rilassante, da vivere senza fretta godendosi tramonti splendidi, la raccolta delle olive, una visita in cantina, la parlantina accogliente degli autoctoni.

I Cinque Reali siti si trovano in provincia di Foggia, comprendono i comuni di Ordona, Orta Nova, Carapelle, Stornara e Stornarella, si tratta di un’area agricola nata verso la fine del 1700 quando i Borboni decisero di colonizzare il territorio per favorire l’incremento della popolazione e un maggior sviluppo dell’agricoltura.

Parliamo di una zona fortemente dedita all’agricoltura, alla produzione dell’olio e del vino, realtà ancorate saldamente al territorio, alle tradizioni, caratterizzata dal voler valorizzare quanto di buono offre la terra e la bellezza della natura.

Una visita che merita assolutamente è quella al Parco Archeologico di Herdonia. Si trova poco fuori Ordona (Contrada Cavallerizza), gli scavi raccontano l’antica civiltà Dauna di cui le prime tracce risalgono al Neolitico. Una guida d’eccezione ci ha accompagnato alla scoperta del sito archeologico che si estende per ventitre ettari (visitabili due), la signora Ambretta.

 

 

I resti della civiltà Dauna sono stati riscoperti intorno agli anni sessanta da un gruppo di archeologi belgi, all’interno sono visibili il Municipio Romano, la Basilica, il Macellum, le botteghe, le terme, le mura di cinta, la via Traiana punto di incontro con la via Eclanense e Venosa, tale snodo rese Herdonia un importante via commerciale.

 

 

Ambretta ci ha illustrato nel dettaglio le mura con gli affreschi, i particolari pavimenti, le colonne, quel che resta di alcune tombe, la porta principale con accanto una serie di torri, i due templi, il foro la piazza della città, un luogo immerso nel silenzio, circondato dal verde intenso che si estende a perdita d’occhio.

 

 

 

Altra tappa il Museo della Civiltà Contadina a Orta Nova, si trova all’interno del palazzo gesuitico che ospita la biblioteca, la sala conferenze e la sala mostre. All’interno del museo troverete oggetti e attrezzi utilizzati nei campi, per spremere le olive, sellare i cavalli, antiche roncole, forconi. E’ riprodotto una camera da letto e la tipica stanza adibita a cucina con una credenza colma di stoviglie, una piattaia, paioli e tanto altro.

Il museo aperto a maggio appartiene al territorio come ci spiega il Presidente, i reperti sono in parte ottenuti da donazioni, in parte sono stati raccolti e catalogati nel corso degli anni, ad oggi viene gestito da volontari che cercano di raccontare le tradizioni contadine, soprattutto alle nuove generazioni.

 

 

Per gli amanti del verde, delle passeggiate e del silenzio consiglio il bosco dell’ Incoronata. Va detto subito  che stiamo parlando della famosa Madonna dell’Incoronata citata spesso da Lino Banfi, i cultori del genere sicuramente ricordano, un luogo ameno dove regna  la pace, una ricca vegetazione e una fauna variegata.

Il bosco si trova a circa dodici chilometri da Foggia, si percorre a piedi senza alcuna difficoltà, è un itinerario adatto a chiunque, è attraversato dal fiume Cervaro, il percorso si snoda fra faggi, roverelle, cipressi, querce, eucalipti, cinghiali, lupi, corvi, diversi rapaci, gli ornitologi se lo segnino come meta interessante.

 

 

Il bosco, che si trova all’Interno del Parco Naturale dell’Incoronata, intorno al 1200 era la riserva di caccia di Federico II oltre che metà di pellegrini diretti al Santuario della Madonna dell’Incoronata. Si narra che nell’aprile del 1001 un pastore di nome Strazzacapra vide apparire la Madonna, stessa sorte toccò a un conte di Ariano Irpino.

 

 

All’interno del Santuario spicca una Madonna in legno  di noce, luogo di culto da parte di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

 

 

Esplorate i Cinque Reali Siti con calma, perdendovi fra le stradine dei paesi, comprando frutta e verdura dalle signore che vendono sull’uscio di casa, per gli amanti del genere a Stornara ammirate i trentadue murales sparsi per il paese realizzati durante la manifestazione Stramurales da artisti internazionali.

Entrate nella chiesetta di Stornarella, se sul vostro cammino incontrerete Don Rosario avrete una guida d’eccezione, fermatevi in un bar qualsiasi a bere un caffè, sicuramente troverete compagnia, osservate le case con lo stendino colmo di panni fuori dalla porta, anche in questa stagione le giornate sono piacevoli, durante le ore centrali della giornata è quasi caldo, motivo in più per camminare, osservare, annusare (arrivano profumi da ogni dove), perdersi in chiacchiere.

 

 

 

 

Prossimamente parliamo di vino, olio e cucina dei Cinque Reali Siti.